Partito Democratico Federazione di Pavia

 

Il Commento

A Roma la "macchia tricolore" per ricostruire l'Italia

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palloncini-tricoloreA Roma ci andiamo con grande entusiasmo.

Con l’entusiasmo di chi vuole testimoniare che “ricostruire” l’Italia è possibile. Saremo una grande “macchia tricolore”, di italiani, di democratici.

Saremo lì a mostrare, assieme al nostro segretario Bersani e a tutti i nostri dirigenti, che il Partito Democratico sarà protagonista del futuro del Paese.

Saremo in tanti, anche da Pavia: più di 200.

Questo grazie allo sforzo di tutti voi, democratici pavesi, che avete voluto condividere la voglia di esserci e di portare il contributo della Federazione di Pavia.

Come dice bene il nostro Onorevole, Angelo Zucchi, “sarà una festa di popolo, sarà la voce dell’Italia che non si arrende”.

Domani possiamo dire che noi non ci arrendiamo, anzi, abbiamo speranza.

Buon Cinque11 a tutti.

  

Alan Ferrari
Segretario provinciale PD

La contromanovra del PD

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Contro una manovra depressiva e ingiusta, le 7 proposte del PD.

Le decisioni prese dal Consiglio dei ministri sono inadeguate e poco credibili rispetto alla sfida che il paese ha di fronte anche sul piano internazionale e fortemente inique sul piano sociale e fiscale.


Gli esempi più eclatanti riguardano in particolare l’anticipo della delega sull’assistenza, che facilmente si tradurrà in un drastico taglio degli sgravi fiscali, scaricando sulle famiglie una parte rilevante dell’intera operazione di riduzione del disavanzo pubblico, colpendo in modo particolare i nuclei meno abbienti. La mancata precisazione degli interventi da inoltre all’anticipazione di questa delega un carattere generico e di incertezza che non corrisponde all’esigenza di credibilità della manovra. L’intervento sugli enti locali è ancora insufficiente sul piano del riordino istituzionale, ma fortemente incisivo sul livello dei servizi, livello che invece va mantenuto e in alcuni casi irrobustito. Il contributo di solidarietà incide sui ceti popolari e sui ceti medi che pagano le tasse. In sostanza paga chi già paga. L’intervento sul Tfr dei dipendenti pubblici non porta efficienza, ma rappresenta un peso sui ceti medi e bassi. Gli interventi sulle relazioni industriali e sui rapporti di lavoro rappresentano una notevole intromissione nei rapporti e nell’autonomia delle parti sociali. Molte di queste misure dovranno essere abolite o fortemente alleggerite.

In sostanza, la manovra del governo scarica il costo del rientro dal deficit pubblico sui ceti popolari e sugli onesti che pagano le tasse. E’ inoltre un intervento destinato a deprimere l’economia invece di rilanciarla e non prevede nulla di significativo per la crescita.

Il Partito Democratico ritiene dunque che debbano essere adottare soluzioni più efficienti e più eque, che facciano pagare non chi paga già, ma chi non paga mai, che portino allo stesso risultato sul piano dei saldi di bilancio, ma che siano anche in grado di fornire un sostegno selettivo alla crescita.

Il Pd non si sottrae dunque alla sfida che il paese ha di fronte e mette a disposizione il proprio contro piano, un progetto responsabile e alternativo per il bene del paese. Per l’abolizione o il forte alleggerimento delle inique misure del governo noi dunque proponiamo:

1. Per affrontare l’emergenza si prevede un prelievo straordinario una tantum sull’ammontare dei capitali esportati illegalmente e scudati, in modo da perequare il prelievo su questi cespiti alla armonizzazione della tassazione sulle rendite finanziarie al 20 per cento e di adeguare l’intervento italiano alle medie delle analoghe misure prese nei principali paesi industrializzati. Gran parte di questi 15 miliardi dovrà essere utilizzata per i pagamenti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle piccole e medie imprese e per alleggerire il patto di stabilità interno così da consentire immediati investimenti da parte dei comuni.

2. Un pacchetto di misure efficaci e non solo di facciata contro l’evasione fiscale, tali da produrre effetti immediati, consistenti e concreti. Si propongono dunque alcuni interventi, tra i quali figurano le misure anti-evasione che in parte riprendono quelle dolosamente abolite dal governo Berlusconi:

a) tracciabilità dei pagamenti superiori a 1.000 euro (pensare a somme più elevate significa lasciare di fatto tutto come è oggi) ai fini del riciclaggio e soglie più basse, a partire dai 300 euro, per l’obbligo del pagamento elettronico per prestazioni e servizi;

b) obbligo di tenere l’elenco clienti-fornitori, il vero strumento di trasparenza efficiente;

c) descrizione del patrimonio nella dichiarazione del reddito annuo con previsione di severe sanzioni in caso di inadempimento.

3. Introduzione di una imposta ordinaria sui valori immobiliari di mercato, fortemente progressiva, con larghe esenzioni e che inglobi l’attuale imposta comunale unica sugli immobili, in modo di ricollocare l’Italia nella media e nella tradizione di tutti i maggiori paesi avanzati del mondo.

4. Un piano quinquennale di dismissioni di immobili pubblici in partenariato con gli enti locali (obiettivo minimo 25 miliardi di euro).

5. Liberalizzazioni. Il Pd propone di realizzare immediatamente almeno una parte delle proposte di liberalizzazione che il partito ha già preparato e presentato: ordini professionali, farmaci, filiera petrolifera, RC auto, portabilità dei conti correnti, dei mutui e dei servizi bancari, separazione Snam rete gas, servizi pubblici locali. Il Pd è contro la privatizzazione forzata, ma non contro le gare e la liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Tutto questo si può fare immediatamente senza bisogno di riforme costituzionali.

6. Politiche industriali per la crescita. Il Pd propone di adottare subito misure concrete per alleggerire gli oneri sociali e un pacchetto di progetti per l’efficienza energetica, la tecnologia italiana e la ricerca, con particolare riferimento alle risorse potenziali e sollecitabili del Mezzogiorno. Sarebbe un errore imperdonabile intervenire sul controllo dei conti pubblici senza mettere in campo, sia pure limitatamente alle risorse disponibili, un pacchetto di stimoli alla crescita e per l’occupazione. In questo contesto rientra anche l’implementazione dei più recenti accordi tra le parti sociali senza intromissioni che ledano la loro autonomia.

7. Pubblica amministrazione, istituzioni e costi della politica. In Italia la riduzione della spesa deve riguardare non tanto sulla spesa sociale, ma l’area della Pubblica Amministrazione, le istituzioni politiche e i settori collegati. A Cominciare dal Parlamento: il primo passo è il dimezzamento del numero dei parlamentari. Il Pd ha presentato da tre anni proposte specifiche su questo punto. Su sollecitazione dei gruppi parlamentari del Pd la discussione su questi progetti è stata calendarizzata in

Parlamento per settembre. Si agisca immediatamente. Da lì in giù, bisogna intervenire su Regioni, Province, Comuni con lo snellimento degli organi, l’accorpamento dei piccoli comuni, il dimezzamento o più delle province secondo l’emendamento presentato dal Pd e dall’Udc alla manovra di luglio o, in alternativa, riconducendole ad organi di secondo livello, accorpamento degli uffici periferici dello Stato, dimezzamento delle società pubbliche, centralizzazione e controllo stretto per l’acquisto di beni e servizi nella pubblica amministrazione. In più: la ripresa di un vero lavoro di spending review, interrotto dal governo Berlusconi, dal punto di vista di una politica industriale per la pubblica amministrazione. Il Pd ha proposte specifiche su ciascuno di questi punti. In particolare sui costi della politica il riferimento è il programma contenuto nell’ordine del giorno presentato due settimane or sono in Parlamento.

La manovra economica che il paese si appresta ad applicare rappresenta un passaggio necessario, ma molto severo. Il Pd eserciterà tutta la propria responsabilità di partito nazionale e alternativo. Ma oggi non si può tacere che se il paese si trova più esposto di altri sul fronte della crisi questo si deve alla responsabilità politica del governo e della sua maggioranza. L’Italia è un grande paese. Ha risorse e capacità. Tre anni fa il debito pubblico era al 104 per cento del Pil, la spesa pubblica era meno forte, le banche non avevano investito somme ingenti nei derivati e nei prodotti finanziari più fragili. Sarebbe bastato non bruciare inutilmente le risorse disponibili, riconoscere la crisi ed avviare un pacchetto di interventi per sostenere la crescita. Per tre anni, pur di fronte agli avvertimenti, all’allarme e alle proposte dell’opposizione, il governo ha negato la crisi e non ha fatto irresponsabilmente nulla.

Il Partito Democratico, responsabile e alternativo, si carica oggi di questa sfida e si propone per offrire al paese un’alternativa credibile, più efficiente, più giusta, in modo che l’Italia possa voltare pagina e riprendere il suo cammino di crescita.

“Sulla base di questi primi ed altri elementi di proposta” dichiara il segretario nazionale del Pd, Pier Luigi Bersani “dal 20 agosto in poi, una volta esaminato il testo presentato dal Consiglio dei ministri, ci rivolgeremo alle forze sociali e alle opposizioni per aprire un confronto volto a perfezionare una più compiuta proposta alternativa agli interventi del governo, a presentare gli emendamenti in Parlamento ed a sollecitare il sostegno dell’opinione pubblica per il cambiamento di una manovra depressiva, poco credibile e ingiusta”.

Le proposte del PD per il taglio ai costi della politica

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bersani gente

Di fronte all'emergenza economica il Pd ritiene che la politica debba dare un contributo concreto di sobrietà e di responsabilità, lottando invece contro le concezioni demagogiche che rischiano di confondere tutto e non risolvere nulla. Per questa ragione il Pd ha da tempo messo a punto precise proposte e dato vita a concrete iniziative parlamentari sul tema dei costi della politica e delle riforme istituzionali. Al Senato ha anche presentato emendamenti alla manovra del governo insieme a Idv e Udc, misure che il governo e la maggioranza hanno respinto, impedendone l'approvazione, ma che restano validi punti di riferimento per gli interventi da realizzare.

 

RIDUZIONE NUMERO DEI PARLAMENTARI. Il Pd ha presentato da tempo diverse proposte di legge per ridurre entro la legislatura, il numero dei parlamentari e cambiare le funzioni del Senato. Per esempio, una Camera con 400 deputati e un Senato Federale con 200 senatori. E' possibile calendarizzare già dal prossimo settembre il provvedimento volto alla riduzione dei parlamentari.

 

RETRIBUZIONI DEI PARLAMENTARI. Il Pd ha chiesto di modificare la legge del 1965 che lega la retribuzione dei parlamentari alla retribuzione dei magistrati italiani, per scegliere un nuovo parametro. L'obiettivo è di allineare l'Italia alla media delle retribuzioni dei parlamentari degli altri paesi europei.

 

VITALIZI. Con una decisione interna alla Camera e al Senato (gli organi costituzionali hanno un'autonomia decisionale sul proprio bilancio) il Pd ha proposto di rivedere entro la legislatura i vitalizi dei parlamentari riportandoli al sistema previdenziale in vigore per tutti gli altri cittadini iscritti all'Inps.

 

RISPARMI E TRASPARENZA SU AFFITTI E SERVIZI. Il Pd propone di lavorare concretamente all'interno dei bilanci di Camera e Senato per ridurre la spesa collegata agli immobili (affitti), per dare trasparenza e risparmiare sui servizi offerti.

 

GLI EMENDAMENTI AL SENATO. Con gli emendamenti alla manovra proposti anche insieme a Idv e a Udc il Pd punta inoltre ad alcune riforme capaci di dare un contributo importante al contenimento della spesa pubblica. Tra queste proposte vi sono:

·         L'accentramento dei comuni più piccoli.

·         L'accorpamento delle province sotto i 500.000 abitanti (di fatto si arriverebbe ad un dimezzamento delle attuali province).

·         L'accorpamento delle società che fanno capo ai comuni (un comune non potrà avere più di una società: e così verrebbero meno migliaia di aziende, con i relativi consiglieri).

·         La totale incompatibilità dell'incarico dei parlamentari con qualsiasi altro incarico (sindaco, consigliere, presidente di provincia…).

·         Taglio delle auto blu e dei voli blu, limitandone l'uso a chi ne ha davvero bisogno.

·         Reintroduzione del tetto alla retribuzione dei manager pubblici

 

Queste proposte costituiscono un punto fermo del Pd, un patrimonio di iniziative sulle quali daremo battaglia e che il Pd si impegna a realizzare.

Il Pd festeggia gli italiani, diversi ma uniti

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150 unità italiaL’Italia compie 150 anni. Un compleanno speciale, che l’Italia si merita, come se lo merita un grande Paese con una storia importante, fatta di conquiste che si devono a donne e uomini del nord e del sud.

A loro dobbiamo la liberazione dal fascismo, la ricostruzione post bellica, le battaglie per i diritti civili, la nostra Costituzione. E la reputazione di un Paese che ha sempre dispensato umanità e bellezza.
Il compleanno della nostra Italia è il compleanno di tutti noi, ed è un compleanno che il Partito Democratico vuole festeggiare portando in dono i suoi valori, la sua ricchezza culturale, la sua diffusa passione civica.

Ogni cittadino sa di aver contribuito con la sua fatica e la sua storia familiare alla crescita di questo paese, un contributo prezioso non per stilare classifiche di merito, ma perché produce un senso appagante di appartenenza.

Questa consapevolezza tuttavia sta incontrando alcuni ostacoli, evidenziati dal dibattito politico delle ultime settimane, in cui il tema dell’unità sembra più dividere che unire.

Tolti gli atteggiamenti deteriori e strumentali, in particolare della Lega e che sono da biasimare con forza, la discussione in atto è utile per andare oltre le semplificazioni e per cogliere i reali motivi di disagio presenti nel Paese.

E’ accaduto che, in 150 anni di storia, l’unificazione di territori e popolazioni differenti si è realizzata più sul piano formale che sostanziale: un processo, in parte congelato, che dobbiamo riattivare per portarlo a compimento valorizzando anche un diffuso pensiero federalista -d’origine tanto liberale quanto progressista- che a lungo é rimasto schiacciato dal bisogno superiore dell’unità.

Quello dell’unità era davvero un bisogno superiore, necessario per superare taluni particolarismi potenzialmente distruttivi, la cui realizzazione ha però presentato nel tempo molte lacune. L’Italia unita, infatti, si è presentata via via come uno Stato caratterizzato da un funzionamento imponente e mosso da un approccio gerarchico, accentratore e verticistico, lontano da cittadini e territori.

Tutti gli italiani pensano che il nostro sia un grande Paese, ma che lo sia a mezzo servizio: non funziona dovere, non premia il merito, non promuove né la giustizia sociale né l’uguaglianza. In una parola, l’Italia è purtroppo meno democratica di quanto tutti noi vorremmo.

Il disagio si annida proprio qui.

Il PD guarda oltre la politica sciatta di Berlusconi e di una LEGA che invoca la secessione, sa bene che avere una visione e agire in conformità è l’unica strada per attuare una politica utile a risolvere i problemi della nostra amata Italia.

Gli italiani nel 2011 si meritano di più.

LEGA e Berlusconi, le forze che governano il Paese, non sembrano accorgersi di quest’urgenza, anzi non perdono occasione per mostrare tutta l’incapacità di dare una prospettiva all’Italia.

Il PD rifiuta questi comportamenti irresponsabili. Il futuro dell’Italia c’interessa davvero e festeggiare il 17 marzo è un modo per dimostrarlo, rievocando la storia, affrontando il presente e guardando al futuro.



ALAN FERRARI
Segretario Provinciale PD Pavia

Scarica la suoneria dell'inno di Mameli " Fratelli d'Italia" da scaricare sul cellulare
e da usare come suoneria per la ricorrenza del 17 Marzo, Festa Nazionale per i 150 anni Unità d'Italia.

La mafia è una tassa sull’onestà

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la mafia è una tassa sulla legalitàLa mafia è una tassa sull’onestà

Il Partito Democratico Lombardo lancia una campagna per la legalità con i suoi Circoli e i suoi amministratori locali. Contro le organizzazioni criminali occorre una grande Organizzazione Politica.

La presenza delle mafie in Lombardia purtroppo non è né una novità né un fenomeno isolato. La presa di coscienza dell’opinione pubblica, anche a seguito di fatti eclatanti e dell’azione preziosa della magistratura e delle forze dell’ordine, è un’opportunità per una fase nuova di attenzione e un cambio di passo. L’obiettivo è isolare i comportamenti criminali tutelando le comunità, la pubblica amministrazione, il tessuto economico e produttivo.
Una società più meritocratica e più efficiente ha bisogno di regole certe, trasparenza, legalità. Ha bisogno di sradicare il fenomeno dell’usura. Ha bisogno di più responsabilità da parte di tutti. Il rispetto delle regole fa bene all’economia, abbassa i costi per i cittadini, premia chi ha coraggio di investire, chi si mette in gioco, chi lavora con onestà e correttezza.
Il Partito Democratico Lombardo lancia con il 2011 una campagna regionale per la legalità con i suoi Circoli e i suoi amministratori locali. Promuovendo iniziative pubbliche e proposte legislative. Affermando buone pratiche, regole e comportamenti sia interni al Partito che nelle amministrazioni locali. Rilanciando proposte concrete come l’anagrafe pubblica degli eletti e attivando nuovi impegni contro l’usura anche grazie al coinvolgimento attivo degli Enti Locali. Per il PD questo è uno dei principali obiettivi su tutto il territorio lombardo.

Aderisci alla campagna in rete: http://www.picbadges.com/pd-against-mafia

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