Partito Democratico Federazione di Pavia

 

In attesa della Consulta: Dobbiamo procedere speditamente alla riforma della legge elettorale.

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1046110_41643591-1In questi giorni la Consulta deve esprimersi in merito all’ammissibilità della richiesta di referendum per l’abrogazione dell’attuale legge elettorale. La decisione finale per quanto appaia ancora molto incerta, sembra propendere per la non ammissibilità. Da questo punto di vista occorre però tenere conto del fatto che molte volte le decisioni della Consulta ribaltano le previsioni con modalità anche imprevedibili. In ogni caso nessuno potrà cancellare l’oltre milione di cittadini che in poche settimane hanno firmato per il referendum e nessuno può pensare di non tenere conto della profonda richiesta agli elettori di modificare una legge elettorale tanto negativa come quella in vigore denominata Porcellum da alcuni degli stessi proponenti. La modifica del sistema politico istituzionale, la profonda riforma dei partiti e delle istituzioni è un preciso dovere: abbiamo bisogno di una democrazia che sia capace di assicurare partecipazione, trasparenza, efficacia dell’azione di Governo. Proprio partendo da questa profonda convinzione il Pd non ha certamente atteso la decisione della Consulta per aprire un’ampia discussione con tutte le forze parlamentari e presentando una proposta di legge che è già depositata in Parlamento. Del resto, come Pd, abbiamo sempre considerato il referendum uno strumento necessario per sollecitare il Parlamento ad affrontare finalmente il tema della Riforma della legge elettorale. Abbiamo avuto la piena consapevolezza anche nel momento in cui davamo il nostro decisivo contributo alla raccolta delle firme, che poi in ogni caso si sarebbe dovuto procedere ad una legge. Non solo per evitare il Referendum ma soprattutto per non limitarsi al pure e semplice ritorno alla legge precedente (denominata Mattarellum) di gran lunga migliore di quella in vigore però anch’essa lacunosa da diversi punti di vista. I punti fondamentali della nostra proposta di legge riguardano l’introduzione di un mix di maggioritario (di gran lunga prevalente) e di proporzionale per garantire la rappresentatività delle forze minori che superino il 5% a livello circoscrizionale. In secondo luogo occorre mettere finalmente mano alla differenziazione della Camera con un ruolo legislativo e del Senato con un ruolo di indirizzo e di controllo ma soprattutto rappresentativo delle Regioni e delle autonomie locali. In questo modo anche da questo punto di vista tenendo conto che viviamo in un sistema non bipartitico che deve diventare sempre di più bipolare, dobbiamo caratterizzare il Pd come una nuova forza riformista e progressista che pone le sue priorità nella costruzione della democrazia sovranazionale, europea. La nostra funzione in Italia è quella di ricostruire e rappresentare interessi e ruolo del nostro Paese nel quadro dell’Europa Unita. Una scelta di grande respiro che tiene conto delle grandi trasformazioni ulteriori che stanno intervenendo ad esempio nel Mediterraneo. Una nuova legge elettorale, dunque, profondamente collegata con l’Italia e con l’Europa di oggi, che viene proposta, discussa e ci auguriamo rapidamente approvata dopo un confronto ampio che tiene conto delle posizioni di tutti senza pasticci e fughe in avanti. Una nuova legge elettorale in grado di riavvicinare gli eletti agli elettori e di garantire governabilità e stabilità politica.

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