Un’interrogazione per accelerare la predisposizione delle Linee Guida per un corretto uso dei fanghi in agricoltura coinvolgendo le Province, le Associazioni degli agricoltori, le Associazioni Ambientaliste e le stesse Aziende che trattano e producono fanghi per l’uso in agricoltura. Mi sono così rivolto alla Giunta e agli assessori competenti, al fine di redigere Linee di Indirizzo allo scopo di garantire: buone pratiche agricole per le fasi di spandimento nei terreni che evitino miasmi, disagi ed inquinamenti olfattivi; un potenziamento dei controlli con maggiori risorse finanziarie destinate agli Enti di controllo (sia per mezzi che personale) al fine di escludere ogni potenziale inquinamento diffuso garantendo la qualità dei fanghi, la qualità dei terreni e l’equilibrata quantità di fanghi da spandere per superficie. In Provincia di Pavia e in altre province lombarde si sono verificati nel corso di quest’anno gravi situazioni di inquinamento olfattivo (miasmi) dovuti agli spandimenti di fanghi in terreni agricoli. I fanghi, se non correttamente usati e controllati, possono creare infatti gravi problemi di inquinamento olfattivo ed essere potenzialmente elemento di inquinamento diffuso (potenziale accumulo di inquinanti indesiderati nel terreno. L’interrogazione intende rendere presente invece come i fanghi, composti sostanzialmente da: vegetali prodotti specificatamente allo scopo (es: trinciati di mais o tricale), scarto delle produzioni agro-alimentari, deiezioni animali dopo la loro alimentazione (reflui zootecnici), frazione umida dei rifiuti urbani raccolta separatamente, fanghi da depurazione dei reflui provenienti da fognature civili, possono in realtà avere caratteristiche positive sia come elementi nutritivi per i raccolti sia per la fertilità dei terreni solo se trattati e utilizzati in agricoltura con grandi precauzioni e con pratiche rigorosamente controllate.
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