
Raccolgo per primo la sfida intellettuale lanciata, su questo giornale, dall'interessante intervento del Presidente Bosone. Nella sua lettera, il presidente della Provincia e senatore del PD, prendendo spunto dal recente intervento del Cardinale Bagnasco, delinea uno scenario nel quale si farebbe strada un soggetto culturale, che parrebbe quasi potersi materializzare in un nuovo soggetto politico-culturale, che raccolga tutti i cattolici impegnati in politica.
Il dibattito – importante perché riguarda i valori – è già aperto, anche dentro il Partito Democratico dove molti si interrogano su quale sarà lo scenario politico futuro, a seguito di questa scelta così decisa della Chiesa e a seguito anche del declino ormai inarrestabile di Berlusconi. Ci si interroga dentro il Partito Democratico perché è comunque dentro questo progetto che si possono coltivare risposte.
Io penso che non sia così scontato e naturale che i cattolici debbano ri-unirsi sotto un unico simbolo (foss’anche culturale) in politica. Credo tuttavia, per i tempi in cui viviamo, che un partito possa definirsi moderno – anzi contemporaneo – quando è in grado di coordinare valori e vissuti anche diversi, ma che siano in armonia fra loro e che guardino ad un modello di convivenza simile, univoco direi.
Perché è vero, siamo sì in una società “liquida”, ma siamo soprattutto in una società complessa, dinamica e ramificata, in cui il valore delle relazioni è fondamentale. Nella relazione con gli altri costruiamo lo spazio della convivenza possibile, nel rispetto di tutti. Nel legame fra il più ricco e il più povero, fra il più privilegiato e il più emarginato, nel legame – in una parola – fra tutti i cittadini consiste il valore di fondo che unisce cattolici e laici, in una visione solidale della società. L'unica che possa avere chances in futuro.
La crisi economica è un'occasione di ripensamento di certe dinamiche di mercato? Bene: discutiamone alla luce dei valori comuni (non appannaggio unico dei cattolici, ma invece delle forze politiche liberali e riformiste): solidarietà, sussidiarietà, sviluppo armonico, giustizia sociale. Ma soprattutto discutiamo quali possano essere, sulla base di quei valori, le soluzioni applicabili. Da questo punto di vista non c'è differenza fra cattolici e laici, c'è differenza fra destra e sinistra, piuttosto! Fra visione individualistica e visione sociale, aperta allo sviluppo delle relazioni.
Per questo credo che i cattolici oggi si trovino su fronti diversi: non perché abbiano valori di riferimento diversi, ma perché scelgono soluzioni diverse ai problemi.
Ed ecco il punto: io credo che quel partito “contemporaneo”, in grado di coordinare e armonizzare i valori laici e cattolici in una visione solidaristica della società, ci sia già, ma abbia bisogno di essere incoraggiato e non affossato, o considerato superato, e quel partito è il Partito Democratico.
Angelo Zucchi – Deputato Partito Democratico




