Leggo sulla Provincia Pavese dell’attiva partecipazione allo sciopero indetto dall’ANCI da parte dei sindaci di Siziano, Massimiliano Brambilla, e di Landriano, Roberto Aguzzi. Uno sciopero per protestare contro i nuovi tagli introdotti dalla nuova manovra del Governo. Mi auguro che altri vogliano seguire il loro esempio.
I sindaci hanno tutta la mia solidarietà e comprensione. Hanno pienamente ragione a lamentarsi. Questa è una manovra che penalizza, anzi strozza gli enti locali, incidendo nella carne viva dei bilanci comunali e provinciali. Qui non si tratta di razionalizzare, di contenere, di ottimizzare. Non più. I tagli agli Enti Locali, che si aggiungono a quelli della manovra di luglio che si aggiungono a quella dell'autunno scorso, ormai si sono fatti via via sempre più insostenibili. Sicuramente si trasformeranno o in meno servizi ai cittadini (parlo di servizi essenziali) oppure in aumento delle tariffe. O entrambe le cose addirittura. Non lo dico solo io, dai banchi dell'opposizione, lo dicono il sindaco leghista di Varese, Fontana, lo dice il sindaco di Roma del Pdl Alemanno, lo dice niente meno che Formigoni (lui addirittura ha parlato di aumento dei biglietti del trasporto pubblico per far fronte ai tagli).
Una manovra che ha voluto eludere sia il principio di equità (paghi chi ha di più e paghi chi non ha mai pagato) sia il rilancio della crescita. Una manovra invece iniqua, che ancora una volta ricade pesantemente sulle spalle dei soliti, siano essi dipendenti pubblici o pensionati.
Una manovra appunto che attraverso i tagli ai trasferimenti agli Enti Locali si riverserà sui cittadini, quelli che hanno bisogno dei servizi pubblici.
Una manovra senza visione. C'erano alternative? Noi del Partito Democratico in Parlamento le abbiamo proposte: ritassare i capitali rientrati con lo scudo e “condonati” troppo benevolmente; introdurre una tassa sulle rendite di capitale; introdurre (oddio, sembra un tabù in Italia) una tassa patrimoniale.
Evidentemente il cuore di Berlusconi gronda sangue se costretto a mettere le mani nelle tasche degli italiani, ma solo per alcune tasche e da un certo reddito in su.
On. Angelo Zucchi – Partito Democratico



