Partito Democratico Federazione di Pavia

 

Giussago: intervento di Villani al dibattito alla Festa Democratica

E-mail Stampa PDF

orologioI profondi cambiamenti che sono intervenuti in questi territori che rappresentano un importante snodo nel collegamento tra Pavia e Milano insieme ai pesanti tagli che Governo e  Regione hanno messo in atto nei confronti della attività sociali, culturali e ambientali dei Comuni impongono una svolta nell’attività amministrativa. La programmazione di un territorio deve partire da coloro che sono più vicini alle esigenze dei cittadini e quindi  dai Comuni. I nostri enti locali devono programmare insieme ed insieme gestire le risorse anche pensando ad unificare alcuni servizi ed anche gli stessi uffici comunali. Prendendo come base un territorio di 20.000 abitanti si può pensare ad una riqualificazione e ad una razionalizzazione di servizi anagrafi, dell’utilizzo del personale e della ragioneria così come si può pensare ad accorpare uffici tecnici ed attività di vigilanza. Ma soprattutto il salto di qualità indispensabile sta nella capacità di integrare le politiche sociali ed i servizi.  Non è più pensabile occuparsi di economia, di ambiente, di scuola, di servizi alla persona avendo come punto di riferimento solo la dimensione comunale. Da qui l’idea che io apprezzo molto di costituire il comprensorio neorurale della Provincia di Pavia. Da qui la richiesta di un sempre maggiore intervento di programmazione e coordinamento da parte dell’amministrazione provinciale e della stessa Regione Lombardia. In questi Comuni negli ultimi anni si è sviluppata o è iniziata una crescita dell’edilizia residenziale; una crescita che, soprattutto a Giussago, ma anche a Borgarello e adesso a Certosa gli amministratori hanno cercato di portare avanti in modo equilibrato, accompagnandola allo sviluppo dei servizi. Ora l’espansione residenziale sta rallentando e bisogna pensare ad una nuova fase he si basi fondamentalmente su UNA NUOVA VISIONE DEL MONDO RURALE: ammodernamento dell’agricoltura, trasformazione delle cascine in posti di accoglienza anche di carattere turistico (magari pensando all’Expo), una visione di agricoltura che può diventare realtà tangibile con la trasformazione dell’ambiente agricolo anche come fornitore di servizi. La sfida che passa attraverso un nuovo comprensorio agroalimentare è quella di trasformare il territorio agricolo in vero e proprio modello per lo sviluppo. Modello che può produrre parchi commerciali rurali e che può collegarsi ad un nuovo ambiente agricolo, alla ricerca di nuovi servizi tecnologici, dalle fibre ottiche ad internet veloce. Anche le infrastrutture, la viabilità e la mobilità in generale devono collegarsi a questo tipo di programmazione. Da questo punto di vista c’è sempre meno spazio per enormi logistiche che non si collegano  alla vocazione naturale di questi territori e men che meno a mega insediamenti come il centro commerciale di Borgarello, nei confronti del quale ribadisco tutta la nostra contrarietà.     Alla fine, una considerazione: incontri di questo tipo, magari ancor più mirati ad approfondire singoli temi e singole questioni sono molto utili e mi auguro possano svilupparsi anche come momenti di approfondimento e di utile supporto ai nostri amministratori e alla stessa attività dei nostri circoli. Naturalmente ritengo essenziale  che si consolidi una rete tra amministrazioni locali, forze economiche e territoriali, associazioni ambientaliste, in grado di fare sinergia e di sollecitare l’impegno di tutti.