Trascorsi alcuni giorni dallo scossone inferto alla politica pavese dall'inchiesta avviata dalla procura antimafia su presunte infiltrazioni mafiose, non è chiaro ancora quale sarà il punto di caduta delle indagini e quanto verrà trasferito alla giustizia ordinaria per una eventuale prosecuzione delle stesse in altro ambito. Pur tuttavia il quadro fin qui emerso permette di fare qualche considerazione.
Bisogna distinguere fra atti penalmente rilevanti, legati a responsabilità personali, sui quali sta indagando la magistratura e rispetto ai quali è bene che la politica serbi prudenza e fatti, situazioni, circostanze che non hanno magari alcuna rilevanza penale ma che invece ne hanno (e molta) di tipo politico. Perché la politica è l'anello di congiunzione fra società e istituzioni, l'ambito di organizzazione delle idee, il luogo dove articolare risposte ai problemi emergenti (e oggi sono tanti) di questa società. Per essere credibile ed efficace, infatti, la politica ha bisogno di comportamenti trasparenti, di indipendenza da interessi personali o imprenditoriali, di non intrecciarsi con affari più o meno leciti, insomma di non farsi condizionare. Tutto ciò è mancato alla maggioranza di Lega-Pdl che governa il nostro Comune. E questa responsabilità politica pesa come un macigno dal Sindaco in giù. È mistificante in questo senso il tentativo da parte del centrodestra di rendere grigi tutti i gatti spalmando anche sul Pd responsabilità politiche che stanno tutte e unicamente in capo a Lega-Pdl.
È innegabile che la mafia stesse (o stia) cercando di infiltrarsi da anni nel tessuto ancora sano della nostra società economica pavese così come in quella di gran parte della Lombardia pedemontana e metropolitana; ma, a giudicare dai fatti, è questa maggioranza politica di centrodestra che parrebbe avere avuto la responsabilità della possibile apertura delle porte della politica alla mafia. Questo negli anni in cui ha governato il centrosinistra non è mai accaduto. E in tutto ciò la Lega Nord, che nei comizi fa della difesa della legalità la propria bandiera e poi nella pratica quotidiana "accompagna" e giustifica comportamenti assai poco virtuosi, è ancora più responsabile di fronte agli elettori coi quali ha evidentemente tradito un patto.
Il momento è obiettivamente delicato. Non lo si affronta nascondendosi in modo ipocrita dietro un dito e cercando di diluire responsabilità come se nulla fosse successo, ma riconoscendo le difficoltà e mostrando di avere il coraggio e la schiena dritta per poterle affrontare.
A partire dal Sindaco che è della città, certo, ma è anche espressione di un ambito politico di centro-destra ben preciso, quello oggi più esposto all'ombra del sospetto. A lui, che è sicuramente esente da qualsiasi responsabilità penale, l'onere di assumersi quelle politiche e di dissipare i dubbi che investono l'operato della sua giunta. Non basta partecipare ai comitati di sicurezza pubblica.
Daniele Bosone Pd, Pavia




