Partito Democratico Federazione di Pavia

 

Zucchi: "A Desio cade la giunta, a Pavia cade il silenzio"

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soldi e manetteIn questi giorni si aggira per Pavia la troupe di AnnoZero: stanno girando una puntata sulla 'ndrangheta nelle nostre zone. È su Youtube il video di Giancarlo Abelli che viene intervistato dall'inviato di Santoro. Uno scontro più che un'intervista. (ma lo potete vedere anche qui sulla homepage di pdpavia, nella sezione video, ndr).

Settimana scorsa è caduto il Comune di Desio, in Brianza. Giunta azzerata, commissariamento. Il motivo? 'Ndrangheta. L'operazione “Infinito” della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) di Milano, iniziata a luglio scorso e che portò a 300 arresti in tutta Italia, aveva messo in luce le commistioni tra ‘ndrangheta e personaggi di spicco della politica brianzola. Ora è arrivata la mazzata: il sindaco di centrodestra Gianpiero Marani si è dovuto dimettere e il comune è stato commissariato. Insieme a tutti i consiglieri di minoranza, si sono presentati con le dimissioni anche 6 consiglieri della Lega Nord.

Di fronte a questi fatti, viene da chiedersi se ciò che Saviano ha detto in televisione sulle infiltrazioni della mafia al Nord sia davvero un'affermazione così peregrina. Ne parliamo con l'on. Angelo Zucchi, parlamentare del Partito Democratico.

Onorevole, trova una qualche assonanza tra il caso di Desio e quello di Pavia?

«A Desio si è scatenato tutto da alcune intercettazioni che vedevano coinvolti il presidente del consiglio comunale, un consigliere comunale e un ex assessore provinciale, tutti del Pdl. Le polemiche sono cresciute e la Giunta è caduta, grazie anche al fatto che la Lega si è schierata con decisione contro queste infiltrazioni nella sua stessa maggioranza. A Pavia tutto ciò non è accaduto. Di più: qui sono vengono citati anche esponenti della Lega nei documenti in mano alla magistratura. Ma non si è sentita nessuna voce indignata sollevarsi, se non – naturalmente – dall'opposizione. Per il resto silenzio nelle parole e nei fatti. Direi che a Desio cade la Giunta e a Pavia cade il silenzio».

Però ci sono state le dimissioni di un assessore e di un presidente di commissione.

«Quelli erano atti dovuti. Tuttavia mi aspetterei, da un sindaco che giustamente rivendica la sua estraneità a tutto ciò, una presa di posizione più forte e, forse, qualche gesto di trasparenza maggiore. Invece tutto, da luglio ad oggi, è finito nel dimenticatoio. È stato messo un silenziatore, ma credo che i cittadini non si siano dimenticati».

Alle porte ci sono le provinciali e nel centrodestra ci sono già i primi movimenti interni, non certo amichevoli...

«Il centrodestra ha governato questa provincia senza idee e con ancor meno capacità di sviluppo e progettazione. E così siamo rimasti fermi su tutto, con gli stessi problemi di cinque anni fa. Ma sospetto che non sia su questo che si mette in discussione la ricandidatura di Poma. Credo invece che le lotte interne al centrodestra abbiano origini lontane e che l'indagine prima sulla signora Gariboldi [moglie di Abelli ndr] e poi sulla 'ndrangheta non abbiano migliorato la situazione. Tra Lega e Pdl c'è ruggine forte, ma qui la Lega non ha la forza che ha avuto a Desio per rompere davvero con il sistema».