Partito Democratico Federazione di Pavia

 

Zucchi interviene sulla chiusura della sede del Pd

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Come avrete letto sui giornali, la sede storica del nostro partito si dovrà trasferire da Viale della Libertà, causa uno sfratto. A molti giovani, che si sono avvicinati a noi da poco, questo non sembrerà un gran problema. A loro non farà un grande effetto, lo capisco. Ma non è così per tutti coloro che in quel luogo hanno lasciato il cuore. Vi allego qui una breve lettera che ho spedito oggi alla Provincia Pavese.

Gentile direttore,

abbiamo letto tutti, ieri sul giornale, che il Partito Democratico dovrà traslocare dalla sua sede storica di Viale della Libertà. Per qualcuno potrà essere anche una questione tecnica, per nulla emozionante. Potrà essere un calcolo economico. Bene.

Per me, invece, e credo anche per migliaia di amici, simpatizzanti e militanti della nostra provincia, non è né questione tecnica, né tanto meno un passaggio indifferente. Sappiamo bene che i costi vanno contenuti e quindi ci adeguiamo alle scelte necessarie. Ma lasciatecelo fare senza soffocare i sentimenti che proviamo.

Negli uffici di Viale della Libertà abbiamo costruito – nella nostra provincia – quel passaggio storico per l'Italia che fu il cambiamento dal PCI al PDS. E poi quello che ha trasformato i DS in Partito Democratico, con la fusione con la Margherita.

In quegli uffici abbiamo passato notti insonni nelle campagne elettorali, abbiamo festeggiato i successi e abbiamo pianto le sconfitte. Lì sono nate amicizie vere, lì si sono scontrate visioni e posizioni diverse, sono nati progetti e sogni. Quelle stanze sono il luogo in cui tanti uomini come me, e come le migliaia di militanti del partito, hanno esercitato la democrazia ed hanno espresso le proprie idee.

Traslochiamo, perché per problemi tecnici l'affitto non è stato versato. Ma dai nostri sentimenti non traslochiamo di sicuro. E le nostre emozioni continuano ad abitare, se non più in viale della Libertà, certamente in ognuno di noi. Quelle non saranno mai sfrattate.

 

Un caro saluto

Angelo Zucchi