Partito Democratico Federazione di Pavia

 

Tagli e neocentralismo regionale. Ecco il vero volto del federalismo lombardo.

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Cosa significa nei fatti il Federalismo che viene praticato nella nostra Regione? Solo aumenti delle tariffe, diminuzione dei trasferimenti ai Comuni e centralismo delle decisioni. A di là delle parole è importante guardare ai dati perché sono le cifre che parlano più dei sorrisi elargiti dal Presidente Formigoni e dalla sua Giunta. Sono emblematici a questo riguardo le decisioni prese in questi ultimi mesi da Regione Lombardia in merito a Politiche sociali, trasporti , ambiente e reti.

Politiche Sociali-

Vogliamo mettere a confronto i dati degli ultimi 4 anni? Avremo uno spaccato della diminuzione delle risorse destinate alle Politiche sociali e ai trasferimenti dello Stato. Ad esempio il Fondo Nazionale Politiche Sociali (FNPS) è passato per la Lombardia dai 108 milioni del

2008 ai 53,6 milioni del 2011. Una diminuzione del 50%. Su questi fondi la Regione tiene una quota tendenzialmente sempre più alta: siamo già arrivati al 18%. Per la parte riguardante il Fondo Nazionale per la Non Autosufficienza la diminuzione per il 2011 è a dire il vero ridotta di solo il 4,3%,  ma già il prossimo anno non rimarrà nulla del Fondo istituito e finanziato dal Governo Prodi per quanto riguarda il finanziamento dello Stato. E sì che tutte le Regioni si erano dimostrate pronte a sostenerlo. Riassumendo, complessivamente le risorse per le politiche sociali sono passate da 224 milioni del 2009 (anno di massimo impegno finanziario) ai 187 del 2011 (-16,5%).

In questo scenario, è solo grazie all'impegno del PD in Consiglio regionale se si va consolidando una via federalista. E' solo grazie alle proposte del PD che cerca di inserire nel bilancio regionale 2011 azioni a tutela delle fragilità sociali. Concretamente il Consiglio Regionale impegna la Giunta nella sperimentazione di un nuovo modello organizzativo di integrazione tra il sanitario e il sociale e nell'adozione di un piano operativo regionale contro le forme di povertà sia assoluta che relativa. Proposte, queste, che cercano di rispondere alla forte crescita delle nuove forme di povertà dovute alla perdita di casa, di posto di lavoro o a smembramento dei nuclei famigliari. Le statistiche parlano di 350 mila persone in Lombardia in fortissimo disagio economico. Le iniziative del Terzo settore e degli enti locali che possono garantire i bisogni alimentari e il ricovero notturno vanno inoltre sostenuti in maniera concreta.

Tariffe dei Trasporti-

Qui sono due i dati reali: gli aumenti tariffari e  la qualità del servizio che non migliora, anzi. Dal primo febbraio gli utenti del trasporto regionale pagano il 12, 9% in più, visto che oltre al 10% di cui si parla, scatta anche l'aumento Istat relativo al 2010. Dal primo maggio ci sarà poi un ulteriore aumento sempre del 10%, quindi la somma degli aumenti sarà all'incirca del 25% annuo.

Non solo, da quest'anno non sarà più possibile detrarre le spese  di trasporto dalla dichiarazione dei redditi, grazie alla Manovra finanziaria.

L'abbonamento integrativo "Ioviaggio", che permette di utilizzare ogni mezzo del trasporto regionale, non è certo una novità come è stata descritta, ma un semplice restyling, più caro di prima, della Carta regionale dei trasporti (CRT).

La CRT costava 250 euro per tre mesi e ora, dopo aver cambiato nome, costerà 99 euro mensili (85 per una fase promozionale), con un aggravio di 16 euro al mese.

Quanto alla qualità, gli ultimi mesi sono stati veramente pesanti, i ritardi su alcune linee sono fuori da ogni logica di servizio, i treni sono spessissimo freddi e con carrozze chiuse per mancanza di personale.

Ambiente-

Nel Bilancio previsionale 2011 la situazione è penalizzata fortemente rispetto agli anni precedenti sul versante della programmazione integrata e alla valorizzazione dei rifiuti, sul lato delle risorse destinate al miglioramento della qualità ambientale e per quanto riguarda la Protezione Civile. Sulla Programmazione integrata le risorse autonome di Regione Lombardia sono il 12% in meno rispetto al 2010 e sulle spese in conto capitale siamo ad oltre il 68% in meno.

Sulla tutela e valorizzazione del Territorio in spesa corrente il salto dal 2010 en il 2011 è da 790 mila euro a zero e quello tra l'assestato 2010 pari a 12 milioni di euro e il previsionale 2011 (di 3 milioni di euro) è ridotto del 25% della spesa.

C'è un disimpegno sulle rinnovabili e sul processo di accompagnamento regionale in questa direzione e si riscontra un abbattimento delle risorse per le spese in conto capitale per programmi regionali e piani d'azione per la qualità dell'aria: 8 milioni di preventivato nel 2010; 32 milioni di assestato sempre in quest'anno e zero euro per le prossime 3 annualità!

Il settore della Protezione Civile ha visto diminuire sensibilmente le risorse di prevenzione sia per quanto riguarda i percorsi di crescita del personale (in buona parte della Protezione Civile e del volontariato) sia per quanto riguarda l'operatività in settori fondamentali di presidio del territorio come il settore forestale e degli incendi. Un dato che, se assommato all'abbattimento quasi totale delle risorse dedicate alle calamità naturali, non mette certo al sicuro Regione Lombardia dagli esiti degli eventi atmosferici in un territorio fortemente antropizzato come quello lombardo.

Riduzione del peso dei Comuni -

A parole Lega e PDL sono federalisti, ma nei fatti Regione Lombardia non perde un'occasione per estendere la sua influenza e per aumentare il suo peso nelle decisioni territoriali. E' stato così per la cosiddetta Legge sull'acqua, occasione in cui la Regione ha deciso di votare una norma che esautora i Comuni dalla gestione del servizio idrico, indipendentemente dal quadro normativo nazionale; che non permette più la gestione in house; che mette mano in un settore che, attualmente, ha le tariffe più basse d'Europa; che costringe le ATO a riaffidare entro il 31 dicembre il servizio; che inserisce elementi normativi in contrasto con sentenze della Corte costituzionale. Ed è il caso oggi con la proposta di legge sulle aree protette (i Parchi) che è in discussione. Una legge che anche in questo caso condiziona la formula statuaria dei soggetti gestori e prevede il passaggio dalla forma consortile a quella di Ente con una quota rilevante di presenza dell'Ente Regione, la quale si riserva di diritto di nomina di un rappresentate indipendente da qualsiasi validazione dell'assemblea dei sindaci. Un quadro davvero sconfortante per chi si veste da paladino delle autonomie locali.