Partito Democratico Federazione di Pavia

 

Zucchi: la Parmalat in mano francese avrà ricadute sulla filiera del latte italiana.

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fragileL'on. Angelo Zucchi scrive al Ministro dell'agricoltura: la Parmalat in mano francese avrà ricadute sulla filiera del latte italiana.


Ecco il testo dell'interrogazione presentata questa mattina:

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE

Al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali

Per sapere, premesso che

con la decisione dei fondi Zenit, Skagen e Mackenzie di cedere alla società francese Lactalis la quota del 15,3% detenuta nel marchio Parmalat, il gruppo francese si trova a detenere il 29% della società italiana assumendo, di fatto, il comando della più importante azienda nazionale del latte;

grazie al sapiente intreccio tra rastrellamenti diretti e contratti di equity swap l’amministratore delegato del gruppo, è riuscito a raggiungere il 15,5 per cento potenziale, una partecipazione superiore al 15,3 per cento dei tre fondi e che grazie al gioco dell'esercizio incompleto dell'equity swap ha permesso ai francesi di chiudere la partita comunque sotto il 30 per cento, soglia dell'Opa obbligatoria;

il passaggio in mani straniere del marchio italiano può provocare pesanti ripercussioni sull'economia del nostro Paese; su Parmalat, in particolare, si concentrano una serie di interessi dell'industria agricola italiana e delle grandi cooperative del latte che ora temono di perdere un grande cliente nazionale ed è forte la preoccupazione delle sorti di un'azienda rinata dopo uno dei peggiori fallimenti della storia; infatti nel settore agroalimentare dove e' rilevante il valore aggiunto del made in Italy sempre più spesso i marchi nazionali più prestigiosi diventano di proprietà straniera a cui, di frequente, segue anche una delocalizzazione degli approvvigionamenti e degli stabilimenti produttivi;

il punto critico infatti non è l’assetto proprietario ma, soprattutto, la successiva gestione del gruppo Parmalat che potrebbe favorire i  produttori transalpini da cui verrebbero acquistati prioritariamente il latte e le materie prime dei vari prodotti, a danno dell'agricoltura italiana;

 

il gruppo Lactalis, vero colosso dell'agroindustria, che già rappresenta marchi importanti del settore lattiero caseario italiano come Invernizzi, Galbani, Locatelli, con l’acquisizione di Parmalat assume una posizione di leadership rappresentando circa il 35-40% del potenziale di latte nazionale; tale posizione dominante rende inevitabili i condizionamenti sulla quota di latte italiano realmente assorbita e sul prezzo conferito ai produttori;

come illustrato dal Ministro dello sviluppo economico in risposta ad un question time in aula il 23 u.s. “la Parmalat è un'azienda italiana strategica per la filiera agroalimentare nazionale, in considerazione sia della sua dimensione industriale sia della relazione con il sistema lattiero-caseario, che incide per il 9 per cento sull'intera produzione agricola italiana. Il gruppo è una delle poche, grandi multinazionali alimentari italiane, fra i leader mondiali nella produzione e distribuzione di latte e dei suoi derivati, con 69 stabilimenti produttivi in sedici Paesi del mondo, di cui dodici in Italia. Il fatturato complessivo del 2010 è di circa 4,3 miliardi di euro, di cui circa un miliardo prodotto in Italia. Dal punto di vista societario, Parmalat è una public company, con un azionariato diffuso e con un ruolo importante svolto da alcuni fondi esteri. (..) Il forte interesse manifestato dagli investitori internazionali riguarda sia l'aspetto industriale sia l'ingente liquidità - circa 1,4 miliardi di euro - di cui la società dispone;

come riconosciuto anche dall’ex  Ministro dell’agricoltura, Galan, “il tessuto agricolo italiano ha bisogno di un sistema industriale che sappia valorizzare il carattere del settore agroalimentare, ricco di qualità, rappresentativo del made in Italy. La nostra agricoltura va saldata al nostro sistema industriale. (…) Pertanto mi associo all'impegno diffuso per una Parmalat che, se pur proiettata nel mondo, preservi il carattere italiano che l'ha salvata e rinnovata".

 

risulta quindi prioritario realizzare un progetto industriale che valorizzi la filiera del settore lattiero caseario,  la zootecnia italiana e le materie prime nazionali;

 

il Governo ha approvato un decreto-legge “antiscalata” con l’intenzione di scoraggiare acquisizioni in settori strategici quali l’energia, le telecomunicazioni, la difesa e l’agroalimentare con l’intento di porre in essere strumenti adeguati alla tutela del sistema industriale nazionale:-

se e in che misura ritenga il Ministro di monitorare  e verificare gli effetti che l’acquisizione di Parmalat da parte del gruppo Lactalis possono avere sulla filiera del latte, in particolare per quanto riguarda le ricadute in  termini di prezzo di riferimento e di produzione.

 

Se ritenga di poter intervenire e in che modo intenda attivarsi nei confronti del nuovo assetto societario della società a sostegno degli allevatori che hanno rapporti contrattuali con Parmalat.

 

Se a seguito della vicenda “Parmalat” non ritenga necessario e in che modo, attivarsi a sostegno della zootecnia italiana attraverso un progetto industriale teso a valorizzarla, difenderla e rilanciarla, specialmente in questa fase congiunturale nella quale le imprese zootecniche sono chiamate ad affrontare aumenti di costi di produzione in cambio di prezzi non certo remunerativi.

On. Angelo ZUCCHI