Partito Democratico Federazione di Pavia

 

Expo 2015, interrogazione dell'on. Zucchi al ministro dell'agricoltura: invece di salvaguardare la biodiversità, si pensa ad un “supermarket” del futuro

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Interrogazione a risposta in commissione Al Ministro per le Politiche Agricole e Forestali

Per conoscere,

premesso che:

il 31 marzo 2008 l'Italia si è aggiudicata l'Expo 2015 con un ambizioso progetto culturale, contenutistico ed espositivo "Nutrire il pianeta, energia per la vita";

il tema scelto risultava e risulta essere di enorme attualità vista la fase caratterizzata da mutamenti epocali attorno alle questioni del cibo, della sovranità alimentare, delle oscillazioni dei prezzi agricoli, della crescita demografica e la necessità di assicurare alimentazione a tutta l'umanità;

secondo stime della FAO la domanda mondiale di prodotti alimentari per far fronte al fabbisogno di cibo dovrebbe subire un incremento del 70% da qui al 2050;

che sulla questione stanno dibattendo e stanno fissando obiettivi tutti gli organismi internazionali che hanno visto recenti rilevanti appuntamenti  svolti nel nostro Paese (il vertice Fao sull'alimentazione del giugno 2008, conclusosi con indicazioni in direzione di maggiori investimenti in agricoltura,  G8 Agricolo de l'Aquila nel 2009, conclusosi con un documento che chiede agli Stati di mantenere l'agricoltura al centro dell'agenda internazionale);

che la stessa relazione del Commissario Europeo  Ciolos che ha avviato il dibattito sul futuro della Pac riprende  esplicitamente gli obiettivi sopra richiamati,  riferendosi alle stime per il futuro, alla necessità di preservare la biodiversità e le tradizioni alimentari la sicurezza alimentare,

che il masterplan dell'Expo prevedeva il recupero di un milione di metri quadrati di terreni incolti, accatastati come terreno agricolo con l'ipotesi di realizzarvi un grande orto planetario nel quale ogni Paese ospite avrebbe dovuto presentare coltivazioni proprie ed idee per un'agricoltura sostenibile;

che uno dei punti forti dell'Expo avrebbe dovuto essere proprio destinata a colture, impianti ed agro sistemi sostenibili;

che evidentemente l'organizzazione di un orto planetario avrebbe contribuito alla valorizzazione delle pratiche agricole nel mondo, al lavoro agricolo ed alle stesse produzioni;

da qualche giorno tutti i principali giornali economici parlano di modifiche sostanziali annunciate dal nuovo ad dell'Expo che consisterebbero proprio nell'annullamento della centralità dell'orto botanico, e la sua sostituzione con una sorta di "supermarket" del futuro;

che alla luce delle notizie sembrerebbe essere in atto un pesante stravolgimento della impostazione iniziale che aveva già coinvolto sul tema importanti soggetti, associazioni, competenze internazionali in materia di cibo, sostenibilità, alimentazione;

che sin dai primi tempi successivi all'aggiudicazione Italiana dell'Expo, la  caratterizzazione  tematica su cibo, alimentazione, agricoltura, stava determinando una grande attenzione nel mondo dei piccoli e grandi produttori agricoli anche come grande opportunità di valorizzazione delle produzioni Italiane;

-          Se le notizie riportate dalla stampa corrispondano al vero;

-          se realmente sia rimesso in discussione il progetto dell"orto universale", sostituendolo con un "supermarket del futuro;

-          se il Ministro condivida tale impostazione che di fatto annullerebbe la centralità dell'agricoltura e della funzione svolta dagli agricoltori , nella produzione di cibo per l'umanità;

quali iniziative il Ministero intenda assumere affinchè una modifica così profonda del progetto iniziale a soli 50 mesi dal verificarsi dell'evento, non comprometta l'occasione che l'Expo avrebbe potuto rappresentare per gli agricoltori italiani e dei Paesi che parteciperanno a