
Si parlerà della crisi della Sila (Società italiana linee automobilistiche) Spa nella prossima seduta di Consiglio regionale, prevista per mercoledì 13 ottobre, dalle 11, nella sala di palazzo Pirelli, a Milano.
A sollevare la delicata vicenda dell’azienda di trasporto che copre comuni nelle province di Milano, Pavia, Lodi e Varese, un’interrogazione a risposta immediata, il cosiddetto question time, presentata dal Gruppo consiliare del Pd e sostenuta dal consigliere Giuseppe Villani.
Nel documento si fa il punto della situazione ricordando che l’azienda, una società per azioni, appunto, "opera nella zona che da Milano Sud arriva fino a S. Rocco al Porto e S. Zenone Po, servendo oltre 40 Comuni nelle Province di Milano, Pavia e Lodi, con oltre un milione di residenti, su una superficie di oltre 745 chilometri quadrati, collegando queste aree con la metropolitana e i mezzi di superficie Atm, altri vettori e le Ferrovie dello Stato".
Non solo, prosegue l’interrogazione: "Dal dicembre del 2005, l’attività di Sila si estende anche alla Provincia di Varese, servendo 20 Comuni con connessioni modali sia con le Ferrovie Nord che con la Navigazione Lago Maggiore. Le linee extraurbane servite sono 7, oltre al Servizio urbano Città di Laveno Mombello. Inoltre, dal settembre 2006 l’azienda incorpora nel gruppo anche Sila Pavia, ampliando così la presenza sul territorio lombardo al pavese e all’OltrePo, fino alla Provincia di Piacenza, con un nuovo esercizio composto di 20 autolinee. In totale, i servizi di linea di Sila Spa sono pari a circa 8 milioni di bus/chilometro anno. Sila SpA effettua anche noleggi da rimessa con conducente, grazie a 42 licenze rilasciate dai Comuni di Milano, Saronno, Varese, Laveno Mombello e Leggiuno".
Eppure, la stampa lo ha già ampiamente riportato, Sila si trova in una "situazione di grave difficoltà economica e gestionale al limite dello stato fallimentare". A rischio vi sono i posti di lavoro e il gruppo attualmente occupa quasi 400 dipendenti. Oltre tutto, fa notare Villani, "i tagli previsti dalla Finanziaria nel settore del trasporto pubblico locale non favoriscono il miglioramento dei servizi e del lavoro" di queste aziende.
Anzi, precisa, "tagli di personale significano due cose: da un lato il peggioramento del servizio e dall’altro un aumento dei costi conseguenti alla richiesta di ammortizzatori sociali. Ma c’è da mettere in conto anche che meno trasporto pubblico locale significa più auto in circolazione e quindi un aumento dell’inquinamento. Insomma, per la Lombardia una perdita su tutti i fronti".
La Regione è informata della situazione, assicura il consigliere Pd, "ma non siamo a conoscenza di quale possa essere la soluzione della vicenda". E per questo motivo il Pd ha deciso di presentare il question time, interrogando Giunta e assessore competente su "quali sono gli orientamenti, vista la riconosciuta urgenza, in merito alla possibile soluzione Sila, sia per quanto riguarda le garanzie della continuazione del servizio, sia per quello che concerne le garanzie occupazionali". E approfitta per chiedere al Governo Formigoni "se non ritenga urgente fornire al Consiglio regionale l’impatto sul trasporto pubblico locale dei tagli previsti dalla Finanziaria".
Milano, 11 ottobre 2010
Gruppo consiliare del Partito Democratico in Regione Lombardia - COMUNICATO STAMPA




