Un importante passo avanti nella conservazione del territorio
Magenta (11 ottobre 2010)- L’Assemblea Consortile del Parco del Ticino ha adottato venerdì pomeriggio il Piano di gestione di cinque Siti di Importanza Comunitaria (Sic): “Sorgenti del Rio Capricciosa” “Paludi di Arsago” ,“Turbigaccio, Boschi di Castelletto e Lanca di Bernate”, “Garzaia della Cascina Portalupa”, “Boschi del Vignolo” .
“L’approvazione dei Piani di Gestione rappresenta un’importante pagina per i nostri territori e un passaggio strategico che ci pone all'avanguardia in Regione Lombardia. La necessità di una politica comunitaria per la conservazione della natura è stata riconosciuta dagli Stati membri dell’Unione Europea già alla fine degli anni settanta – spiega il vicepresidente del Consorzio Parco della Valle del Ticino, Luigi Duse - . La mobilità degli uccelli migratori ed il carattere delle pressioni da loro subite hanno convinto le autorità nazionali dell’impossibilità di gestire la loro conservazione attraverso politiche puramente nazionali. È nata così la Direttiva 79/409/CEE denominata “Uccelli” che ha l’obiettivo di conservare tutte le specie di uccelli viventi naturalmente allo stato selvatico nel territorio della comunità europea. A questa si è affiancata successivamente la Direttiva 92/43/CEE denominata “Habitat”, finalizzata alla conservazione della biodiversità, che ha segnato in Europa l’inizio della formazione della cosiddetta Rete Natura 2000: obiettivo della Rete è garantire il mantenimento, ovvero il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali e degli habitat delle specie vegetali ed animali caratteristici delle diverse regioni biogeografiche, nonché degli equilibri ecologici di cui essi sono parte. Elemento di carattere innovativo è l'attenzione rivolta dalla direttiva alla valorizzazione della funzionalità degli habitat e dei sistemi naturali. Si valuta infatti non solo la qualità attuale del sito ma anche la potenzialità che hanno gli habitat di raggiungere un livello di maggiore complessità”.
Rete Natura 2000 include le aree più sensibili per la conservazione della natura distinte in Zone di Protezione Speciale (ZPS), secondo le indicazioni della Direttiva Uccelli, e Siti di Importanza Comunitaria (SIC), in base alla Direttiva Habitat. La Regione Lombardia nel 2003 ha assegnato al Parco del Ticino la gestione dei 14 SIC presenti, del tutto o parzialmente, all’interno del suo territorio. Dal 2004 il Parco è stato inoltre riconosciuto come Ente gestore della ZPS Boschi del Ticino, la cui area coincide con quella a Parco Naturale. Le Direttive “Habitat” ed “Uccelli” contengono un obbligo per le autorità nazionali di gestire i siti appartenenti a Rete Natura 2000 in una forma compatibile con i valori naturali che hanno portato alla sua designazione, oltre ad una procedura che deve essere seguita per l’approvazione di qualsiasi piano o progetto suscettibile di avere un’incidenza significativa su uno o più siti della rete. A tale scopo le direttive CEE prevedono l’utilizzo di due strumenti principali:i piani di gestione; la valutazione di incidenza.
All’interno del Parco del Ticino il principale strumento di pianificazione che si ritiene funzionale alla gestione dei siti Natura 2000 è il P.T.C che , pur fornendo una prima, parziale, forma di tutela su tali siti, risulta insufficiente per la conservazione e gestione degli obiettivi di tutela, habitat e specie, presenti nei siti Natura 2000. Il Parco del Ticino si è attivato, oltre che per la stesura dei piani di gestione per i siti che ne risultano sprovvisti, anche per la predisposizione di appositi Piani di gestione che vadano ad integrarsi con gli strumenti di pianificazione esistenti.
Ad oggi Il Parco aveva provveduto all’approvazione del piano di gestione relativo all’unico Sito di Importanza Comunitaria solo parzialmente compreso nel territorio del Parco, interessando i Comuni di Vergiate (Comune del Parco), Varano Borghi, Mercallo dei Sassi, Comabbio e Ternate: il SIC “Lago di Comabbio” approvato con dall’Assemblea consortile il 13 luglio 2007. Grazie ai finanziamenti ottenuti nell’ambito del Bando della Fondazione Cariplo “Tutelare e valorizzare la biodiversità” per l’anno 2008, il Parco sta altresì provvedendo alla stesura dei Piani di gestione dei SIC “Boschi Siro Negri e Moriano” e “Boschi di Vaccarizza” e del Piano stralcio della ZPS “Boschi del Ticino” – tratto pavese.
Il Parco del Ticino ha presentato nel 2009 domanda di finanziamento alla Regione Lombardia, nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013, al fine di reperire il necessario contributo per lo sviluppo di studi, ricerche e indagini finalizzati alla stesura dei Piani di Gestione dei siti Sorgenti del Rio Capricciosa, Paludi di Arsago, Turbigaccio, Boschi di Castelletto e Lanca di Bernate, Garzaia della Cascina Portalupa, Boschi del Vignolo, e ha ottenuto un finanziamento di 100.000 euro. I Piani di gestione sono stati elaborati tra il mese di luglio e settembre 2010 e adottati venerdì dall’Assemblea consortile al fine di avviare l’iter che ne porterà all’approvazione entro marzo 2011.
Tempi:
I piani di gestione saranno pubblicati all’albo per 30 giorni consecutivi, entro i successivi 60 giorni chiunque abbia interesse potrà presentare osservazioni. Alla scadenza dei termini il Piano di gestione verrà trasmesso alla Regione Lombardia, che dovrà esprimere parere vincolante entro 60 giorni, unitamente alle osservazioni ed alle relative controdeduzioni deliberate dall’Ente gestore. L’iter si concluderà con l’approvazione definitiva del Piano di gestione da parte dell’Ente gestore
I cinque siti oggetto dei piani di gestione
“Sorgenti del Rio Capricciosa”.
All'interno dell'area SIC è evidente il fenomeno del deperimento dei popolamenti in particolare di farnia e rovere, come evidente all'interno dei popolamenti di pino silvestre e castagno. Alle cause di deperimento delle querce autoctone, si aggiungono i defogliatori: processionaria della quercia e euprottide .Un altro fattore di minaccia è rappresentato dalla presenza di specie vegetali esotiche, appartenenti alla lista nera delle specie vegetali esotiche
Gli obiettivi dei piani di gestione: conservazione dei boschi delle zone umide (ontaneti); ripristinare e favorire i querceti; tutelare le formazioni legate ambienti umidi, quali la vegetazione a grandi carici, e le specie di fauna legate a tale ambiente;favorire il mantenimento degli ambienti aperti e delle specie di fauna legate a tali ambienti; invecchiamento dei cedui di robinia, al fine di favorire le specie autoctone. Il contenimento delle specie alloctone infestanti, in particolare quelle inserite nella lista nera regionale, il mantenimento di spazi aperti, quali prati e radure.
La creazione di fasce ecotonali con effetto margine, a fini faunistici, aumento del legno morto impiegando le specie alloctone come Quercus rubra. Incremento delle specie di avifauna tipiche degli ambienti umidi;mantenimento delle necromasse e miglioramento della qualità dell’habitat forestale in termini di disponibilità di siti di rifugio per la fauna; monitoraggio delle specie di fauna alloctone e delle specie problematiche; mantenimento e sviluppo di aree aperte, radure, fasce ecotonali, siepi e filari per aumentare la diversificazione ambientale e favorire le specie di fauna tipiche di questi ambienti.
“Paludi di Arsago”
All'interno dell'area SIC è evidente il fenomeno del deperimento dei popolamenti in particolare di farnia e rovere, come evidente all'interno dei popolamenti di pino silvestre e castagno. Alle cause di deperimento delle querce autoctone, si aggiungono i defogliatori: processionaria della quercia e euprottide. Un altro fattore di minaccia è rappresentato dalla presenza di specie vegetali esotiche, classificabili, come previsto dalla normativa regionale appartenenti alla lista nera delle specie vegetali esotiche.
Obiettivi dei piani di gestione sono la conservazione delle aree umide, il miglioramento delle formazioni forestali; tutelare le formazioni legate ambienti umidi, quali la vegetazione a grandi carici, e le specie di fauna legate a tale ambiente;favorire il mantenimento degli ambienti aperti e delle specie di fauna legate a tali ambienti, miglioramento della disponibilità delle risorse trofiche per le specie animali, ricerca scientifica, sensibilizzazione e informazione della popolazione locale sugli obiettivi di conservazione del Sito
Turbigaccio, Boschi di Castelletto e Lanca di Bernate”. Il sito ha tra i fattori di minacce e pressioni barriere ecologiche, infrastrutture, elettrodotti, oleodotti,situazioni locali di degrado e accumulo rifiuti. All'interno dell'area SIC è evidente il fenomeno del deperimento dei popolamenti in particolare di farnia e rovere, come evidente all'interno dei popolamenti di pino silvestre e castagno. Alle cause di deperimento delle querce autoctone, si aggiungono i defogliatori: processionaria della quercia e euprottide. Un fattore di minaccia è rappresentato dalla presenza di specie vegetali esotiche, e i danni da cinghiali.
Il piano di gestione ha come obiettivi la conservazione degli habitat, il contenimento della diffusione di alloctone infestanti, l’eliminazione delle specie di fauna alloctona, attività di ricerca scientifica. Le azioni previste per il raggiungimento di questi obiettivi sono il controllo delle esotiche, il ripristino della viabilità forestale, l’ampliamento della superficie canneto , il ripristino potenziale forestale nelle pertinenze dell'elettrodotto, attività di ricerca per la valutazione dei danni da cinghiale, il monitoraggio degli habitat e studio della flora e della vegetazione, il ripristino dell’area interessata da incendi boschivi, il monitoraggio delle Orchideaceae. E ancora il monitoraggio e contenimento del cinghiale e dei relativi danni arrecati agli habitat naturali, il monitoraggio di Chirotteri e creazione di alberi-habitat e siti idonei per chirotteri e rapaci, l’eradicazione dello scoiattolo grigio, un piano di monitoraggio e contenimento della nutria e degli invertebrati alloctoni, il monitoraggio degli effetti barriera di alcune strutture antropiche , il monitoraggio della lontra, della martora e dell’avifauna lungo l’asta del Ticino, opere di mitigazione dell’effetto delle linee elettriche sull’avifauna, realizzazione di fasce tampone.
Il SIC “Garzaia della Cascina Portalupa”(Vigevano) presenta tra i fattori di pressione e le minacce la perdita delle zone umide naturali utilizzate per l'alimentazione, le modificazioni delle tecniche di coltivazione del riso, riduzione della superficie coltivata a riso, contaminazione chimica, disturbo nelle aree di nidificazione, specie alloctone infestanti.
Gli obiettivi principali del piano di gestione: mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente dell’ontaneto, gestione della risorgiva , contenimento specie esotiche, eventuale ampliamento dell’area boschiva al fine di aumentare la superficie idonea alla nidificazione degli Ardeidi arboricoli coloniali, monitoraggio dello stato di conservazione, manutenzione e sfalcio di canali, conservazione di specie rare e minacciate, conservazione della biodiversità nelle risaie.
“Boschi del Vignolo” (Garlasco-Zerbolò). I fattori di pressione e minacce di questo SIC sono rappresentate dalla modifica degli apporti idrici, modifiche tecniche di coltivazione del riso, riduzione della superficie coltivata a riso, contaminazione chimica, disturbo nelle aree di nidificazione, specie alloctone infestanti. Gli obiettivi principali dei piani di gestione: mantenimento in uno stato di conservazione soddisfacente dell’ontaneto, gestione della risorgiva , contenimento specie esotiche (Robinia pseudoacacia), monitoraggio dello stato di conservazione, manutenzione e sfalcio di canali, conservazione ex-situ di specie rare e minacciate (seed-banking), conservazione della biodiversità nelle risaie e nelle marcite
Ufficio Stampa Parco del Ticino




