Gentili Onorevoli Bosone e Zucchi ed al consigliere regionale Villani,
colgo l’occasione per rivolgermi a voi, istituzionali pavesi del mio partito, per fare alcune considerazioni sulla riforma del lavoro che forse approderà in parlamento in questi giorni ed in regione (Cresci Lombardia).
Non mi addentro nel merito specifico dei tecnicismi come reintegro, non reintegro, economico, discriminazione o indennizzo, poiché questa non è una lettera per dare una soluzione, ma per comunicare una sensazione, con l’obbiettivo di poter essere in fase di dibattito parlamentare uno degli stimoli nella discussione.
Scrivo da libero cittadino, da 33enne e non da responsabile di area tematica, non da iscritto al partito tanto meno da amministratore pubblico (dal 1999), con un punto di vista asettico il più possibile.
In ogni giornale che si prende in mano ci sono spesso sondaggi, numeri e percentuali che inquadrano a loro modo la situazione. Ormai qualche settimana fa mentre mi recavo a Milano per lavoro, come faccio ogni giorno (per fortuna) leggevo i dati che emergevano dal confronto di due periodi precisi, utili talvolta a capire la situazione. Precisamente le spese di Natale 2010 e Natale 2011 da parte delle famiglie italiane. E’ vero siamo quasi al limite dell’ anacronismo ma per lo meno,in attesa dei dati di Pasqua, può meglio rendere l’idea per alcune considerazioni.
Ecco in sintesi i dati citati:
-400 MLN € spesi rispetto al Natale scorso
9 su 10 famiglie hanno mangiato a casa e non nei ristoranti
Settore abbigliamento/calzature -18%
Settore mobilio/elettrodomestici -24%
Settore Turismo -8%
Settore giocattoli -3%
Settore alimentari -1,5%
Settore cura della persona/profumeria -7%
Smartphone +1%
Dunque , dopo aver letto questi dati (la cui veridicità non posso confermare)mi vengono da fare almeno un paio di considerazioni che possono essere,come ogni opinione, più o meno condivisibili.
- 1)Il berlusconismo non è affatto morto (vedi dato smartphone)ma è latente e se si aggiunge che in altre statistiche è diminuito il consumo di carne per essere sostituito dal consumo di legumi credo che il dato possa far pensare su come l’immagine è ancora molto importante nella società di oggi e soprattutto nei giovani;
- 2) Paura di spesa nelle famiglie;
Anche le famiglie che apparentemente non hanno patito direttamente l’effetto crisi, hanno paura e cercano di spendere il meno possibile , accantonando, tagliando o spostando alcune spese (vedi anche ultimo dato sulla vendita delle auto,disastroso);
Il quadro generale aggiustando la manovra in parlamento va tenuto in considerazione e valutate le eventuali conseguenze sulla base del passato. La riforma così com’è rischia di aumentare la paura nelle famiglie e aumentare l’incertezza sul futuro di ognuno?
Voglio fare un esempio pratico:
Ora quando una famiglia si reca in banca per un mutuo, circa il 20% delle richieste è accettata e l’80% respinta dopo miriadi di certezze economiche considerate. Un bel dire “facciamo la riforma e ripartiamo”, ma le banche come reagiranno? Daranno un mutuo se evidentemente per tutti ci sarà più incertezza, o sarà peggio di prima?
Non viviamo nel vangelo ecumenico e potrebbe accadere in alcuni casi una situazione analoga alla flessibilità ovvero che anziché aiutare l’ingresso nel lavoro ha prodotto manovalanza a basso costo, incertezza e sudditanza. Non c’è forse stato qualche utilizzo sbagliato di questo strumento contrattuale nato per obbiettivi diversi? Passatemi la battuta oltre all’acqua che va in basso c’è anche “chi nasce tondo non muore quadro” , convenite?
Nelle nuove generazioni cresce la rassegnazione,la paura e chi può si fa aiutare o resta in casa dei genitori per più tempo, si sposa o convive più tardi ed ha meno figli.
Che la riforma sul lavoro vada adeguata ai tempi nostri è evidente, ma con buon senso. Va trovata la quadra con tutti, è necessario. Forse sarò sbagliato ma ho un concetto diverso di equità, si rischia di passare da un sistema di pochi tutelati (così definito) ad uno in cui nessuna certezza è garantita, io la chiamo mal comune mezzo gaudio! La crescita è l’unica vera via da ricercare , unico volano utile a far ripartire gli ingranaggi del motore Italia senza però sacrificare troppo la tranquillità degli individui.
Noi giovani (ammesso di poter essere ancora considerato tale a 33 anni) siamo la generazione che paga per tutti gli errori del passato recente e lontano, consentitemi un neologismo siamo la generazione dei SE.LA.CA.PE.FI. che sembra il nome di una popolazione estinta ma che in realtà significa purtroppo dei SEnza LAvoro fisso, senza CAsa, senza PEnsione e senza FIgli.
Cerchiamo di invertire rotta perché se questo è il futuro… Temo che “mala tempora currunt”, per tutti.
So che siete già molto ben orientati ed attivati per dare un contributo positivo sull’argomento e per questo sono sereno.
Spero di avere colto almeno in parte quello che tanti ragazzi / persone pensano, confidano e spesso sfogano anche sui social network, oggi uno dei luoghi dove tanti (giovani e non) fanno ancora sentire molto bene la loro voce, i loro pensieri e le loro paure, senza filtri e senza censura, plasmando e modificando la sensibilità di tanti nel mondo.
Grazie e Buona Pasqua
Davide Corti
Responsabile innovazione tecnologica PD Pavia
Leggi la risposta dell'On. Zucchi
Leggi la rispsta del Consigliere Regionale Villani





