Partito Democratico Federazione di Pavia

 

Sanità e amianto: la questione Broni nel contesto pavese

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L’inquinamento da fibre di amianto è la principale causa del mesotelioma. Un tumore altamente maligno che colpisce principalmente la pleura. Questa malattia, oltre ad avere una prognosi infausta senza previsione di guarigione, compromette seriamente la qualità della vita dei pazienti colpiti.

La diagnosi avviene, molto spesso, solo all’esordio sintomatologico e fin da subito i malati necessitano di assistenza continua sia in ambiente ospedaliero che extraospedaliero. Anche le famiglie sono costantemente coinvolte.

E’ epidemiologicamente dimostrato che nel territorio bronese l’incidenza della malattia è molto alta per la presenza di fibre di amianto immesse nell’aria dalla Fibronit fino al 1994. La storia naturale della malattia dimostra che l’esordio può avvenire anche a diversi anni di distanza dall’esposizione. Una volta esposti all’agente cancerogeno (amianto) diventa impossibile la prevenzione. Quindi, la previsione è che, a Broni e nei comuni limitrofi, i malati di mesotelioma saranno ancora molti per diversi anni.

Il Dipartimento oncologico della provincia di Pavia (struttura dell’organigramma ASL, con partecipazione di AO, Policlinico San Matteo, Maugeri) non ha adeguatamente tenuto conto (documento di analisi ed indirizzo triennale – 2008) del problema sanitario correlato all’esposizione a fibre di amianto nel territorio bronese.

In particolare:

Non sono stati individuati percorsi di screening per la diagnosi precoce.

Il Policlinico San Matteo con il POA (Piano di Organizzazione Aziendale), approvato con DGR nel dicembre 2008, ha trasformato l’unica Struttura Complessa di Chirurgia Generale che, in tutto il territorio della provincia di Pavia forniva anche prestazioni di Chirurgia Toracica, in Struttura Semplice (presso la SC di Cardiochirurgia) con un solo Dirigente Medico in ruolo.

Non è stata potenziata nel territorio l’assistenza domiciliare infermieristica (ADI).

Non sono stati istituiti letti Hospice nel territorio bronese (in provincia di Pavia sono presenti a Belgioioso, al Santa Margherita di Pavia, a Mede)

In conseguenza a tutto ciò, i pazienti e le famiglie sono sottoposti ad ulteriori disagi oltre a quelli provocati dalla malattia. Gli interventi di chirurgia toracica sono eseguiti solamente in strutture localizzate al di fuori della provincia. I letti di cure palliative (Hospice), indispensabili nella ultima fase della malattia, sono localizzati a chilometri di distanza.

In compenso, il presidio ospedaliero di Broni (AO) è stato dotato (POA AO 2008) di letti di riabilitazione (30 letti). Oggi, pare si stia pensando di collocare li anche un cospicuo numero di letti di cure intermedie ( 91 previsti per la provincia di Pavia dal piano socio assistenziale regionale 2010 – 2014).

Sarebbe utile:

Individuare idonei percorsi di screening per la diagnosi precoce (Dipartimento Oncologico Provinciale). Attualmente, per la prevenzione e la diagnosi precoce del cancro del colon, la ASL invita (con lettera) tutti i cittadini della provincia con più di 50 anni a sottoporsi una volta l’anno ad esami delle feci; la prima colonscopia è esentata da ticket. Per la diagnosi precoce del cancro al seno, per  tutte le donne con più di 40 anni, la mammografia è esentata da ticket una volta ogni due anni. Queste modalità hanno portato ad un aumento della sopravvivenza.

Per quanto riguarda il mesotelioma pleurico, il Dipartimento Oncologico Provinciale dovrebbe prevedere, per i cittadini del territorio bronese, adeguate indagini diagnostiche, al fine di una diagnosi precoce del mesotelioma, da eseguirsi periodicamente.

Regione Lombardia dovrebbe finanziare il progetto trasferendo all’ASL risorse per permettere l’esenzione dei ticket per le indagini diagnostiche previste.

Riattivare adeguata struttura chirurgica nel territorio pavese che possa fornire prestazioni anche di Chirurgia Toracica Oncologica (nuovo Piano di Organizzazione Aziendale Policlinico San Matteo). Ciò in deroga alla direttiva di Regione Lombardia che prevede la riduzione del 10% delle Strutture Complesse nelle Aziende Sanitarie.

Potenziare, da parte dell’ASL, l’ADI (Assistenza infermieristica domiciliare) nel territorio bronese. Occorre formare (fondi regionali per la formazione da mettere a disposizione degli Enti di formazione accreditati) professionalità infermieristiche con specifiche competenze oncologiche e pneumologiche.

Accreditare letti di cure palliative nel territorio bronese presso strutture pubbliche (il nuovo Piano di Organizzazione Aziendale dell’Azienda Ospedaliera della provincia di Pavia potrebbe prevederli nel presidio ospedaliero di Broni) e/o private accreditate, come i complessi socio - assistenziali dotati di adeguati requisiti di accreditamento (ASL).

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