Il problema dei costi della politica è un problema reale ed è sicuramente giusto affrontare una riforma seria sui costi della politica.
Tuttavia, non credo che questo problema possa essere affrontato smantellando pezzi interi della democrazia rappresentativa della nostra Repubblica: le Province – sacrificate, nelle intenzioni della manovra finanziaria del Governo, secondo una operazione che mi sembra fortemente demagogica e ragionieristica.
Smantellare “porzioni” di Stato, al di fuori di una visione strategica d’insieme dell’assetto istituzionale delle realtà territoriali, significa solo ridurre la democrazia, contrarre la rappresentanza, ed infine, aprire la strada alla “liquidazione” di alcuni servizi pubblici importanti.
Trasporti pubblici, sanità, strade e scuole: cito solo alcuni dei tanti servizi pubblici che la rete delle autonomie locali, disegnata nella Costituzione, garantisce ai quei cittadini “normali” - lavoratori che pagano le tasse, giovani precari, donne e pensionati.
Su questi “soliti noti” la manovra scarica il peso più gravoso di una crisi strutturale di portata internazionale, che in Italia trova ulteriore alimento nei nodi storici, mai seriamente affrontati, che il nostro Paese trascina da sempre con sé: il divario tra il nord e il sud, l’arretratezza tecnologica, la ritrosia al rischio imprenditoriale, la sciatteria burocratica.
Ha fatto bene il Presidente della Provincia, sen. Bosone, in un suo efficace intervento sulla Provincia Pavese del 13 settembre, a sottolineare che è la “burocrazia”, e “non la democrazia” rappresentativa delle istituzioni, a rappresentare la vera palla al piede del Paese.
In Provincia di Pavia , la spesa della politica non supera l’1% delle spese correnti dell’Ente.
Questo è l’unico dato chiaro, mentre non è affatto chiaro chi e come gestirà, una volta buttate a mare le Province, le strade e le scuole pubbliche, chi farà programmazione sul territorio e nel settore del trasporto pubblico locale, chi deciderà sulla formazione professionale o sulle politiche a tutela dell’ambiente.
Martina Draghi
Capogruppo PD Consiglio Provinciale





