Partito Democratico Federazione di Pavia

 

Energie rinnovabili in Provincia di Pavia

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girasoliL’intervento di Giorgio Boatti (Provincia Pavese del 19 settembre) su come si stia sviluppando il ricorso alle energie rinnovabili, in particolare il fotovoltaico, sul territorio della nostra provincia mi consente di richiamare le proposte che sono state avanzate dal gruppo del Partito Democratico in Amministrazione Provinciale. Nel merito sono state avviate più interpellanze e più di una presa di posizione in Commissione ambiente, affinché la Provincia non abdicasse alle competenze che spettano all’istituzione nell’ambito della programmazione e della pianificazione del territorio e di tutto quanto sullo stesso s’insedia, si modifica, si trasforma. Abbiamo chiesto ripetutamente un Piano energetico provinciale, sulla scorta di quello regionale, oppure da subito almeno una serie di linee guida in grado di governare la tipologia, l’impatto ambientale e la stessa dislocazione delle centrali ad energie rinnovabili. Ad oggi nulla si è fatto. In poco più di tre anni si contano ormai una quarantina d’installazioni, mentre per altre quaranta sono in corso le autorizzazioni.

Non poco se si pensa che con ottanta centrali di vario tipo si arriverà ad una potenza installata di circa 180 Mw, corrispondente a circa il 12% di quella già presente con combustibili tradizionali ( 1600 Mw delle centrali di Ferrera e Torremenapace); tutto questo alla presenza di una provincia di Pavia che esporta il 70% dell’energia prodotta!    

Qualche altro numero ci sta bene per comprendere cosa stia accadendo: circa 65 Mw saranno prodotti da olio vegetale ( in arrivo da oltremare!), circa 70 Mw da biomasse ( molto bene se con filiera corta), circa 45 Mw da fotovoltaico ( molto bene se su siti e luoghi dismessi o incolti). Così, da tempo ed indiscriminatamente, le centrali sorgono là dove il primo privato che arriva intende investire: su di un campo di riso, a ridosso di un centro abitato o sul pendio di una collina.

Darsi delle linee guida starebbe a significare, pur nel rispetto della libera iniziativa, che la Provincia fa sapere come intende governare ed indirizzare quest’esplosione di ricorso alle energie rinnovabili, ma su questo fronte la maggioranza di centrodestra è sorda, com’è stata sorda sul Piano rifiuti, sul Piano del Commercio e sul Piano del traffico e della mobilità.

In questi ultimi mesi, dopo l’impennata delle centrali ad olio vegetale, avanza con forza la richiesta di fotovoltaico, ed ancora una volta vengono interessate porzioni di territorio che sia sul piano del paesaggio che delle possibili colture lasciano perplessi e richiedono urgenti prese di posizione per dominare il fenomeno. Ad esempio cosa prevede nel merito il Piano del territorio (PTCP )in fase di revisione? Direi nulla.

Quando in Provincia si dice che le mani sono legate e si sceglie la “politica del lasciar fare che è l’opposto del saper governare “ si è in malafede e ripeto si abdica al proprio mandato. Certamente questa è una strada più facile: senza difficili no e tanti comodi si; ma purtroppo questi comportamenti negativi segnano tutta l’azione di questa Amministrazione provinciale e quel che è peggio segnano anche il territorio e le comunità che lo abitano. Concludo affermando che non è mai troppo tardi per intervenire con regole ed istruzioni. Nel merito la politica senta i diversi attori e le associazioni di categoria, non dimenticando che la stessa Università di Pavia in quest’ultimo anno ha studiato a fondo questa problematica con tutte le sue ricadute sul territorio.

 

       19/9/10                                                                                 Pierangelo Fazzini- Capogruppo PD in Provincia

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