Il Consiglio Comunale di Voghera, riunito il 9 Giugno 2011, ha approvato all'unanimità la mozione presentata dal Partito Democratico, dalla Federazione della Sinistra e dal Movimento 5 Stelle.
È un risultato molto importante raggiunto a ridosso delle votazioni per il referendum abrogativo sulle norme previste dal Governo per il ritorno all'energia nucleare.
La mozione impegna l'Amministrazione Comunale a rendere indisponibile il territorio comunale a qualasiasi tipo di attività legata all'energia nucleare e ad incentivare le politiche di risparmio energetico.
La mozione verrà inviata a tutti i Sindaci della Provincia di Pavia, al Presidente della Provincia e al Presidente della Regione.
Nonostante questo risultato raggiungo il nostro impegno rimane quello di andare a votare per i 4 Sì al referendum di DOMENICA 12 e LUNEDÌ 13 GIUGNO.
Pd Voghera
Il testo della mozione approvata è il seguente:
Premesso che
dal giorno 9 Luglio 2009, con l’approvazione del cosiddetto “Ddl Sviluppo”, il ritorno del nucleare in Italia è legge dello Stato. Tale provvedimento infatti prevede che, entro 6 mesi dall’entrata in vigore della legge, il governo emani la normativa per il ritorno all’energia nucleare e indichi i siti per la localizzazione degli impianti di produzione e di stoccaggio delle scorie. Questi siti avranno carattere “di interesse strategico nazionale” e quindi saranno sottoposti a controllo militare;
il governo ha tuttavia già disatteso questi impegni, poiché al momento detti siti sono ancora ignoti;
che la Corte Costituzionale boccia in parte l’art. 4 del Decreto Legislativo sulla costruzione di centrali nucleari e afferma che le Regioni interessate debbono esprimere il proprio parere per la realizzazione dei siti
Considerato che
l’idea che il nucleare porti all’indipendenza energetica è pura propaganda. Il ciclo di produzione di energia atomica è infatti interamente dipendente dalla disponibilità di uranio, risorsa non presente in Italia ed il cui prezzo è oggetto di oscillazioni imprevedibili essendo divenuta oramai scarsa e a completo appannaggio di poche e potentissime società estere;
i costi veri di un KWh da produzione elettronucleare sono di fatto ignoti, poiché è necessario considerare il costo dell’intero ciclo di vita di una centrale: non solo quindi quelli di progettazione e costruzione, ma anche quelli per la sicurezza, il trattamento e la gestione dei rifiuti radioattivi e lo smantellamento (decommissioning) degli impianti, che sono peraltro elevatissimi;
non esistono ad oggi soluzioni concrete al problema dello smaltimento dei rifiuti radioattivi derivanti dall’attività delle centrali e dal loro smantellamento, soluzioni che devono ovviamente essere alternative al deplorevole uso di questi residui nel campo bellico;
il disastro giapponese di Fukushima riattualizza drammaticamente la pericolosità del nucleare, mentre il governo sembra non accorgersene, procedendo spregiudicatamente nell’ennesimo inganno sull’energia visto che con il decreto ammazza-rinnovabili ha tolto gli incentivi all’unica industria in crescita confermando di voler annientare lo sviluppo di energie alternative;
Ritenuto che
il nucleare sia un affare solo per poche grandi imprese costruttrici e non incrementa l’occupazione , al contrario della green economy che, ad esempio, ad oggi in Germania tra diretto e indotto ha portato lavoro a circa 250000 addetti;
in conclusione, le vere sfide da affrontare siano la difesa delle autonomie locali, la scelta del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili, la politica di democrazia energetica e di progressiva autosufficienza, per uno sviluppo economico sostenibile e l’incremento dell’occupazione
Valutato positivamente il fatto che
il comune , tramite ASM, ha messo in atto con la costruzione di impianti fotovoltaici l’adozione di politiche energetiche sostenibili e di autosufficienza;
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA
- a rendere indisponibile il territorio comunale a qualunque tipo di attività (produzione di elettricità, stoccaggio, trasporto, trasformazione) legata all’energia nucleare;
- ad incentivare in primis politiche di risparmio energetico;
- ad inviare la presente mozione ai Sindaci dei Comuni della nostra provincia, al Presidente della Provincia di Pavia, al Presidente della Regione Lombardia.





