Ventimila euro per far bella figura con gli amici. Vista così ad occhio e croce, la vicenda del “libro fotografico” di Angelo Ciocca sembra proprio una farsa da Italietta piccola piccola.
Per chi non avesse letto il (tardivo) articolo della Provincia Pavese di lunedì, ecco di cosa si tratta.
Un paio di settimane fa, il presidente Vittorio Poma ha parlato in consiglio provinciale. Un discorso di 16 pagine (che potete trovare su Facebook alla sua pagina), una vera e propria arringa di difesa, ma anche di accusa. Difesa di se stesso e accusa verso i traditori che avrebbero ridotto la maggioranza in provincia a quella che è, visto che negli ultimi mesi Poma è stato più volte impallinato dai suoi stessi compagni di maggioranza.
Un'arringa per difendere il suo operato e insieme un attacco alle “disinvolture” di Angelo Ciocca, nemico-in-casa, ex assessore, sua spina nel fianco da sempre.
Ma che cosa ha detto Poma, nel suo discorso denso di livore? Ha detto che le colpe dell'approvazione del centro commerciale di Borgarello non sono sue, non riguardano una sua debolezza o peggio un suo tornaconto personale. No. È tutta colpa di Ciocca che aveva in mano le carte per fermare quel progetto, ma le ha tenute nascoste perfino ai suoi compagni di partito.
Perché l'ha fatto? Si chiede Poma, senza risposta. E poi rincara: anche Albuzzano (il prossimo ecomostro che si prefigura nella nostra provincia) se arriverà sarà per colpa di Ciocca. Stessi motivi. Un'accusa in piena regola, con tanto di documenti, date, riscontri.
Le carte di cui parla Poma sono quelle del il piano provinciale, contenente i parametri in base ai quali rilasciare pareri sulle attività commerciali in provincia; un piano che la Provincia stessa avrebbe dovuto adottare, ma per i ritardi e le inadempienze di Ciocca non fu approvato, lasciando la provincia priva di uno strumento regolatore e di programmazione.
E poi due chicche. Al tempo in cui Ciocca era assessore, commissionò un libro sulla storia delle scuole e della formazione a Pavia, a cavallo fra il XIX e il XX secolo. Un libro “strenna”, di quelli che si regalano in città per far vedere che si tiene alle tradizioni, alla storia del proprio territorio. Ebbene, un attimo prima che venisse distribuito al pubblico, Poma lo prende in mano e si accorge che nel retrocopertina c'è una fotona a tutta pagina del baldo Ciocca, ai tempi delle elementari (è identico a oggi, come potete vedere dalla foto qui sotto) manco fosse un manifesto elettorale un po' originale. E in effetti si era proprio ad inizio della campagna per le regionali.Costo del libro? Ventimila euro. Ora giace sepolto chissà dove in un magazzino, perché Poma (giustamente) ha deciso che quello non poteva essere uno strumento di propaganda per il giovane leghista a spese dei cittadini.


La copertina... ...e la retrocopertina
A ciò si aggiunge un'altra brillante operazione editoriale, sempre di Ciocca, sempre denunciata da Poma: la rivista “Imprendere”. Uscita una volta o due è poi scomparsa. Chissà quanto è costata? Chissà a che cosa serviva? Chissà, in definitiva, che cosa era?
La disinvolutra di Ciocca è sotto gli occhi di tutti, sembra dire Poma. E noi non possiamo che essere d'accordo. Ma aggiungiamo: e lei, presidente Poma, dov'era in tutte quelle occasioni?
E questo non è che un esempio di malgoverno, fra i tanti che il centrodestra ci ha offerto in questi anni di amministrazione della Provincia.
Ed eccoci a Bosone, non vi sembri un salto logico eccessivo, né una forzatura.
Eccoci a Bosone, alla necessità che domenica 20 marzo le primrie indette dalle forze di centrosinistra raggiungano un ottimo risultato di partecipazione.
Eccoci a Bosone, alla necessità che domenica 20 marzo sia lui a vincere e che dal 21 marzo sia lui il candidato dell’intero centrosinistra.

Daniele Bosone, candidato del PD alle primarie del 20 marzo
Lo slogan di Daniele è: "Metti in rete la tua voglia di fare". E di questo abbiamo bisogno: di impegno comune per questo territorio.
Non voglio nemmeno elencarvi qui tutti i problemi di questa provincia, amministrata da una giunta fumosa e inconcludente, la cui azione in questi anni non ha prodotto alcun apprezzabile risultato.
Sappiamo bene tutti quali sono i problemi a cui dare risposte. Li sappiamo e sarà Daniele stesso a parlarne con tutti voi nelle prossime settimane, così come sta facendo da mesi, nei circoli, nei territori, nelle piazze.
Il Partito Democratico, pur tra molte difficoltà, non ha mai smarrito la linea lungo la quale agire: fra le scelte di comodo, quelle poco chiare, quelle di pura propaganda e invece le scelte di responsabilità e rigore, di ascolto e di vicinanza con le persone non abbiamo mai avuto dubbi. Siamo l'unica vera alternativa allo sfacelo delle destre. Cominicamo dalla nostra provincia e diamo un segnale forte a tutto il Paese.
Sappiamo che il confronto politico con il centrodestra nella nostra provincia è difficile, i numeri sono decisamente dalla loro parte e tuttavia alcune novità ci indicano che un risultato positivo è possibile.
Ci sono alcuni fatti che ci confortano.
Il fatto che il centrodestra (a meno di improbabili e imprevedibili capovolgimenti di fronte) non ricandiderà Poma alla presidenza, ammettendo così – o anche così – il suo fallimento politico e il fallimento di quella esperienza amministrativa. Ciò può rappresentare significativamente un cambio di clima.
Il fatto che anche a Pavia, come a livello nazionale, si va costituendo il terzo polo che parteciperà con un proprio candidato alle elezioni.
Il fatto che fra PDL e Lega il clima è surriscaldato al punto da far esplodere pubblicamente in diverse occasioni polemiche e accuse reciproche.
Questi fatti, ma anche il fatto che il PD mostri in questa circostanza un volto coeseo e unitario attorno a un suo candidato, ci inducono a pensare che il risultato positivo nella partita è nelle nostre disponibilità.
E la figura di Daniele può capitalizzare al massimo le fragilità del centrodestra, le delusioni di quella parte di elettorato.
A noi compete il compito in un fase così decisiva di non fargli mancare il nostro leale e determinato sostegno.
Se abbiamo un’occasione è questa, e non la possiamo perdere.
Per questo mi permetto di chiedrevi convintamente: il 20 marzo alle elezioni primarie del centrosinistra, scegliete Daniele Bosone, scegliete il Partito Democratico, scegliete la linea dell'onestà e della sobrietà. Almeno quella, di questi tempi, è indispensabile.
Per augurarvi una buona festa domani, vi allego il link a questo video, che mi sembra molto bello.
Un caro saluto
On. Angelo Zucchi





