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I coordinatori del PD nel magentino intervengono sul futuro del Parco del Ticino

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"Esperienza da salvaguardare. Pronto un Ordine del Giorno da far votare nei Consigli comunali del territorio"

parcoUna positiva e utile esperienza di 40 anni messa in discussione dalla Giunta Formigoni.
In seguito alle disposizioni contenute nei meccanismi della legge finanziaria, alcuni enti locali tra cui il Parco del Ticino lombardo rischiano di essere svuotati di significato e funzioni.
Il Consorzio Lombardo Parco del Ticino infatti nella sua quarantennale storia ha rappresentato un valido risultato di coordinamento tra i 47 comuni e le 3 province nella corretta gestione condivisa di un’area naturale di valenza nazionale ed internazionale in un ambito fortemente antropizzato come quello lombardo, a pochi chilometri da Milano.
Con quanto proposto dalla giunta Formigoni, questo organo gestito in autonomia da un Consorzio formato dai comuni del suo territorio verrebbe trasformato di fatto in un ente sotto il controllo regionale, prevaricando una delle peculiarità tipiche che era appunto la condivisione e compartecipazione dei comuni.
Una delle eccellenze raggiunte dal Parco in questi anni è rappresentata dalla grande capacità progettuale, cioè di fare progetti di gestione ambientale sul territorio, nell’agricoltura, nella gestione dei boschi, nell’energia, questo patrimonio di conoscenze ed esperienze rischia di andare perduto sotto la scure di tagli finanziari che colpiscono certamente tutti gli enti locali ma che per le aree protette suonano molto come una fine definitiva.
Si passerebbe dalla valorizzazione dei Comuni e del sistema territorio ad una centralizzazione regionale.
I Comuni perderebbero il ruolo di indirizzo e di controllo e si troverebbero a svolgere di fatto un ruolo marginale rispetto ad un organismo fortemente svincolato dal territorio.
Tutto ciò rischia di accadere in un momento in cui è sempre più vicino il federalismo fiscale e vi è la necessità che i Comuni svolgano sempre più il ruolo di governance del territorio quindi con una visione più ampia,condivisa e rivolta a costruire sistemi, reti di servizi integrati, esperienze come è oggi quella del Parco.
I segnali che arrivano anche dai tagli operati in maniera massiccia (circa il 20%) provocano grande preoccupazione. Infatti l’annunciata riduzione da 12.000.000 a 10.000.000 di Euro delle risorse economiche destinate ai 24 Consorzi dei Parchi Lombardi e, nello specifico, quota parte al Consorzio del Parco del Ticino, sono tagli che mettono a rischio la possibilità di continuare a gestire questo Parco che è Patrimonio dell’UNESCO. Ci chiediamo si vuole investire e tutelare una così importante realtà? O si pensa che la tutela dell’ambiente e del territorio è come un surplus che in tempi di “magra” non ci si può permettere?
Noi crediamo che se si analizzano invece i dati in dettaglio si scopre che le aree protette possono rappresentare, se gestite con oculatezza e partecipazione condivisa, un volano per una economia che non solo è sostenibile, ma anche innovativa e vincente, si pensi alla possibilità di promuovere un turismo che coniuga ambiente, cultura, agricoltura di qualità, ristorazione che promuove i prodotti alimentari del territorio, e molte altre opportunità.
Noi del PD diciamo che le aree parco non sono un vincolo ma sono il valore aggiunto del proprio territorio e dei propri insediamenti, ed è per questo che in altri Paesi il territorio naturale viene conteggiato con un valore specifico nel calcolo del prodotto nazionale lordo.
Per tutto questo il PD è dalla parte dei cittadini, degli Amministratori del Parco del Ticino e dei Sindaci di questo territorio che, indipendentemente dal colore politico, stanno sostenendo le ragioni del Parco.
Il PD ritiene che la forma consortile è l'unica a poter garantire, con tutto quello che ne consegue, una reale rappresentatività dei Comuni e delle Province compresi nell'area del Parco del Ticino, sostenuta dal contributo economico versato annualmente dagli enti consorziati.
Il PD esprime la propria contrarietà alla trasformazione del Consorzio Parco del Ticino in Ente regionale e ai tagli delle risorse finanziarie destinate ai parchi.
IL PD ritiene che debba essere confermato il ruolo centrale dell'Assemblea dei Sindaci come organismo di indirizzo e controllo dell'attività del Parco stesso.
In un contesto nazionale ed internazionale che sempre più vede trasfomarsi e diminuire la propria capacità industriale e produttiva bisognerà obbligatoriamente inventare nuove forme di economia in combinazione con la gestione territoriale, sarebbe sbagliato e dannoso per tutti i nostri Comuni far cessare una lunga e lungimirante esperienza positiva.
Una scommessa certamente ambiziosa che deve vedere assolutamente, se vuole risultare vincente, un ruolo attivo della partecipazione gestionale dei Comuni e del Territorio.

(CittaOggiWeb)

**L'articolo è apparso nella rassegna nazionale di FederParchi Italia e su CittaOggiWeb, un quotidiano web del milanese a seguito di un'iniziativa intrapresa nella zona del Parco del Ticino compresa nel milanese, in particolare nel zona di Magenta.

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