Partito Democratico Federazione di Pavia

 

Bosone: Niente amore per Pavia, ben venga la crisi

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palazzoniDiciamo le cose come stanno. Le «baracche» o «chioschi» multicolor in bella mostra sotto gli alberi dell’Allea, ben lungi dal valorizzarla, sono uno spettacolo indecoroso. Non si sa quali ninnoli, cartoline o chincaglieria varia potranno vendere, nè si capisce come risolveranno il problema dei «senza fissa dimora» (come qualcuno dice in modo avventato). Bisognava forse pensare ad un Centro Diurno. Ma è altra cosa. Sono solo brutte e basta. Ma sono però la testimonianza, seppur su una questione apparentemente marginale, di un modo di amministrare la città senza né la testa, né il cuore. Chi amministra Pavia avendola davvero nel cuore, chi ha passione per la bellezza urbana, chi pensa che con la qualità ambientale si migliora anche il degrado umano, mai penserebbe di fare cose del genere né in centro né altrove.
Ma c’è molto di più. Leggo le idee che la maggioranza, o quel che ne rimane, ha sul futuro urbanistico della città. E le «baracche» o meglio, l’idea sbagliata di città che ci sta dietro, viene fuori in grande. Leggo di grattacieli nelle aree dismesse per risparmiare territorio. Nelle aree dismesse? Ma quale città dei grattacieli? Ma chi se li compra tutti questi appartamenti? Ma siamo ancora fermi all’utilizzo intensivo tutto residenziale tipo anni ’80 delle aree dismesse? E quando mai pensiamo ad un progetto urbanistico di rilancio economico ed occupazionale della città? E il sistema dei parchi urbani in cui doveva entrarci anche l’area di palazzo esposizioni che fine ha fatto? Un bel mattone anche su quello? Bastano e avanzano le torri previste nell’ex-Area Neca per offrire residenza di lusso.
Forse serve di più una moderna e funzionale residenza di tipo sociale, magari, in primis, per le nostre giovani famiglie. E poi ritornano le case anche di fronte a San Lanfranco su terreni del San Matteo. Ma come? Tutti cercano aree agricole nel contesto urbano e noi, che le abbiamo, ci costruiamo su un po’ di case? Il Policlinico pensi alla sanità e non alle operazioni immobiliari.
In tutto questo non c’è amore per Pavia. Non c’è passione e forse nemmeno un’idea precisa di città che vien fuori da Cattaneo e dalla sua giunta. Solo case e e centri commerciali in aggiunta alla «fesseria» del centro commerciale di Borgarello. Forse qualche consigliere di maggioranza, oltre agli ormai famosi quattro «ribelli», mal sopporta questo ma non può dirlo. Però malessere c’è eccome, in città come in consiglio comunale. E il sindaco non può continuare a scaricare il barile, dalle indagini estive fino ad oggi, perché è il lui è il protagonista di tutto ciò che succede e non un distaccato spettatore. Alla fine non è più credibile.
Se questa crisi porterà alla fine anticipata di questa esperienza amministrativa a meno di due anni dal suo trascinante esordio, sarà solo un fatto di chiarezza utile alla salute della città. Tante speranze si erano accese ora trasformate in altrettante delusioni. Pavia, ancora una volta, così non va. In questi due anni è purtroppo emersa una gestione grigia, fatta da pochi e con tanti punti di domanda. Un’idea alta di città non si è vista, forse anche perché, fin dall’inizio, non c’era.
sen. Daniele Bosone Pd, Pavia 

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