La situazione delineata dalle indagini della Magistratura è molto grave. Pavia è una "locale" della 'ndrangheta e qui sono stati arrestati due personaggi di primo piano nell'organizzazione criminosa, come Chiriaco e Neri. Le denunce degli anni scorsi hanno trovato una conferma; al tempo stesso la vastità del fenomeno trova una sanzione nuova e preoccupante. La priorità è evidente: a una situazione così grave si deve rispondere con misure altrettanto serie, mentre le indagini continuano.
Una risposta politica che si ponga l'obiettivo di salvare Pavia dalle mani della criminalità, da quella che si configura come una palude melmosa. Il Sindaco chiama all'unità verso questo obiettivo. È chiaro che lo scopo debba essere questo. Ed è chiaro che la 'ndrangheta non può certo essersi insediata a Pavia in pochi mesi; sarebbe stupido pensarlo. L'appello all'unità nasconde però una verità lampante: dalle indagini e dalle intercettazioni emerge come la criminalità organizzata da un anno a questa parte abbia cercato un referente in un preciso schieramento politico, nel centro-destra pavese. Che vi sia riuscita o meno lo diranno le indagini. Ma, Sindaco, prima il centro-destra faccia chiarezza e pulizia al suo interno, e poi parleremo di unità.
Si può sostenere che non si sapesse. Ma, come è stato ricordato dal Sindaco nella sua relazione, i personaggi arrestati erano noti a tutti. Cioè, io non ho mai avuto modo di parlare con Chiriaco o Neri, ma chi li conosce come ha potuto discutere con loro di progetti e appalti? Con personaggi simili sarebbe stato logico discutere al massimo di calcio.
Le prime misure? Intanto, ricordiamo che la 'ndrangheta – come ci dicono le indagini – opera principalmente nei settori dell'edilizia e del movimento terra, quelli cioè a minor rischio d'impresa, che sottraggono risorse agli investimenti produttivi e che permettono un adeguato riciclaggio di proventi illegali. Allora, massima trasparenza e pubblicità dei documenti nell'elaborazione del Pgt: rendere disponibili e noti i nomi dei proprietari delle aree passibili di trasformazione, le istanze pervenute, la cartografia con le bozze del Piano stesso; blocco dei megaprogetti come il centro commerciale di Borgarello; stop al consumo di suolo; edificazione nelle sole aree dismesse in una stretta sinergia con la magistratura, che monitori il meccanismo dei subappalti per prevenire le infiltrazioni.
Più in generale, mi associo alla richiesta avanzata dai miei colleghi di azzeramento delle deleghe.
Per concludere, andiamo al di là dell'aspetto meramente penale. Dalle intercettazioni pubblicate trapela il quadro di una politica cinica, squallida e ripugnante. Una politica fatta di "ci penso io", "parlo con un amico", "gli faccio avere l'appalto", "glielo devo per il suo sostegno". Un modo di fare politica di "amici degli amici" porta inevitabilmente prima o poi a incontrare sulla propria strada personaggi e strutture dell'illegalità. Basta - anche per noi Partito democratico, là dove governiamo - con questo stile criminogeno che deve sparire.
Per di più – e mi limito a un esempio, si può leggere sulla stampa che un delegato del Sindaco in una società partecipata dica di un assessore che è un pezzente, è senza una lira. Sindaco, è questa la sua maggioranza, questi sono gli stili di lavoro e i rapporti fra le persone? Uno squallore penoso.
Aggiungo che sono sollevato all'idea che abbia lasciato il Partito Democratico una certa parte che in buona misura fa di questo stile un suo tratto distintivo. Ora essa è parte di questa maggioranza.
Chiudo sottolineando l'immagine che più di tutte secondo me rende l'idea della situazione: una selva paludosa dove non si sa mai chi possa capitare attorno. Una palude per cui attività normali come l'acquisto di una casa o l'apertura di un esercizio commerciale rischiano di portare con sé l'ombra riflessa dell'illegalità.
Un'altra Pavia possibile, che non dialoghi con questi personaggi, esiste? Io lo credo, e sta a noi che rivestiamo ruoli pubblici metterla in condizione di prevalere.
Massimo Depaoli - consigliere comunale PD a Pavia
Sintesi del suo intervento durante il consiglio comunale di venerdì 16 luglio.





