Partito Democratico Federazione di Pavia

 

Quando le istituzioni non sanno governare

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aiming globalLa nostra Regione è ormai abbandonata a se stessa. Anche il leader del più importante partito territoriale afferma che la Lombardia non decolla, e la colpa di chi è se non di chi l'ha governata per 15 anni ininterrottamente?

Noi del Partito Democratico sappiamo quale è il motivo. In Lombardia sono 15 anni che non si pianifica più, che non si progetta, che si vive in una grande logica del caso e del caos.

In Lomellina questa logica del caos e del caso trova ampia dimostrazione a partire dalla autostrada Broni Mortara, di cui non si vede traccia, che, allo stato, una volta costruita terminerà mestamente la sua corsa tra le risaie di Castello d'Agogna per lunghi anni.

Ma l'incapacità di governare il territorio raggiunge il suo apice nella proliferazione incontrollata di centrali elettriche.

Quasi in ogni comune nasce una centrale a bio massa o un digestore a mais e, se qualcuno si preoccupasse di andare a verificare quanta materia prima servirebbe per alimentarle tutte si scoprirebbe che a breve la Lomellina potrebbe rischiare di perdere la propria vocazione risicola per scoprire una nuova, ed innaturale, vocazione a bio massa.

Non meritano poi commenti le centrali ad olio di palma per il cui approvvigionamento ci si rivolge non ad altre nazioni ma addirittura ad altri continenti.

Quello che si capisce è che né la Regione Lombardia né la Provincia di Pavia hanno saputo progettare e gestire lo sviluppo del nostro territorio ma hanno deciso di affidarsi al caso, di abdicare al ruolo proprio della Politica di immaginare il futuro preferendo gestire un presente fatto di lotte di potere e di corrente.

Partendo da Mortara ci accorgiamo del proliferare delle centrali: alla SIT vediamo come ciò che sembra una semplice centrale elettrica di medie dimensioni, per autoconsumo, potrebbe trasformarsi, a breve, in un inceneritore; passando a Olevano (a meno di 2 km dalla SIT) stanno sorgendo 2 centrali a biomasse di considerevoli dimensioni; a Mortara altri micro impianti sono in fase avanzata di realizzazione così come si parla di costruirne a Confienza, a Sartirana ed in molti altri comuni lomellini.

Tutto questo avviene mentre si percepisce una latitanza di fondo delle Istituzioni preposte al controllo che, vuoi per sottodimensionamento organico e professionale, vuoi per una dinamica burocratica incernierata sul formalismo, risultano totalmente assenti nel controllo operativo territoriale.

Manca totalmente una visione di insieme del problema centrali, si autorizza ogni singolo impianto senza tenere conto delle interazioni che avvengono tra impianti, senza tenere conto della sommatoria degli effetti ambientali, senza valutare quali riflessi avranno sul territorio tante "piccole" scelte che lentamente snaturano la storia, l'ambiente, la ruralità e la continuità di un contesto unico nella pianura padana.

Una politica ambientale seria coordina le scelte e valuta i costi ed i benefici in un bilancio sociale ed ambientale ampio.

Una centrale non è di per se un mostro, può coesistere in un territorio dove si favorisce la mobilità collettiva magari su ferro, dove si attuano tutte le misure agroambientali in modo coordinato e dove si redigono Valutazioni Ambientali Strategiche non a livello comunale ma a livello territoriale superando ogni limite amministrativo e burocratico in una visione d'insieme virtuosa.

La Lomellina è paradigma di un malessere ambientale che interessa l'intera provincia di Pavia e che si manifesta nel dissesto idrogeologico delle nostre colline, nelle criticità delle aree più vicine a Milano e nel caos programmatico e pianificatorio in ambito energetico e nella politica dei rifiuti.

Un Partito come il nostro, che ha l'ambizione e la capacità di governare, non può fermarsi ad uno sterile ostruzionismo e neppure deve allinearsi su posizioni talvolta oltranziste, abbiamo il dovere di proporre una soluzione alternativa nel governo del territorio.

Come gruppo dirigente dobbiamo da subito, privilegiando la sostanza all'enfasi mediatica, prendere tutte quelle iniziative che permettano di acquisire le informazioni dal territorio e che ci consenta di capire quanti e quali danni ha prodotto la politica del caso e del caos dell'ultimo decennio.

Dobbiamo mettere in rete tutti i rappresentanti nelle istituzioni ed i Circoli condividendo professionalità, competenze e conoscenze istituzionali.

I nostri circoli territoriali devono aprirsi costantemente e diventare i ricettori del malessere causato, ad esempio, da errate scelte in campo ambientale ed energetico, dobbiamo avviare un censimento serio e costante del territorio e dobbiamo coordinarci con i rappresentanti ambientalisti, del mondo associativo, sindacale ed imprenditoriale.

Nell'indipendenza dell'azione politica, propria di ogni organismo, tutti dovranno percepire la nostra capacità progettuale, coordinata a livello provinciale, ad esempio nel campo ambientale ed energetico. Dobbiamo contrapporci, in modo deciso e sulla base di programmi, alla dimostrata incapacità delle destre.

Da subito dobbiamo acquisire quella conoscenza che, a volte nel passato, è mancata e cominciare ad immaginare che Provincia e che territorio vogliamo proporre e per farlo non basta abbaiare poco prima delle elezioni ma serve far capire alla gente ciò che siamo: un Partito serio che sa proporre alternative sia alla politica del caos delle destre che all'integralismo dei no preconcetti.

Nel campo dell'energia e dell'ambiente penso serva partire da qui.


 

Alberto Lasagna - Responsabile Ambiente ed Energia

Davide Lazzari - Responsabile Enti Locali

 

 

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