Prosegue la calda estate pavese, sconvolta dalle notizie che hanno visto balzare all’onore delle cronache (giudiziarie) anche numerosi esponenti politici locali appartenenti alla coalizione di centrodestra che sostiene il Sindaco Cattaneo. Sospetti gravissimi che fanno dire al GIP che ha ordinato gli arresti dei sospetti affiliati alla ‘ndrangheta che nel corso dell’inchiesta sarà “necessario accertare il grado d'infiltrazione dell’ ndrangheta nella vita democratica pavese, stante i rapporti tra Chiriaco e numerosi esponenti politici pavesi”. Se le parole hanno un senso l’autorità giudiziaria dice che è necessario accertare il grado di infiltrazione e non accertare se ci sia stata infiltrazione! Quindi infiltrazione c’è stata ma bisogna stabilirne il grado! Chi non è affatto sconvolto dall’inchiesta che ha interessato anche un componente della sua giunta è il Sindaco Cattaneo che, continua a fare finta di nulla, proprio come lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia. Dice con assoluta sicurezza, contrariamente alle parole del GIP, che l’amministrazione comunale di Pavia è pura e casta e che non ci sono state infiltrazioni. Chi ha ragione il Sindaco Cattaneo o il Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Milano? In una città normale, un Sindaco normale, garante dei cittadini e della massima Istituzione cittadina, avrebbe tutto l’interesse a chiedere al Consiglio Comunale di insediare subito una commissione consiliare d’indagine, organismo terzo rispetto alla struttura gestionale dell’Ente, per verificare senza ombra di dubbio se l’attività dell’amministrazione abbia incrociato negli ultimi due anni i tanti soggetti (persone fisiche e giuridiche) a vario titolo coinvolti nell’inchiesta. Invece la maggioranza, per bocca del Capogruppo del PDL Sandro Bruni e del Segretario cittadino della Lega Nord Antonio Grignani (quello di Roma Ladrona) si sono dichiarati contrari, senza se e senza ma! Questa posizione di estrema difesa allora fa sorgere più di un dubbio: c’è qualcosa da nascondere nell’attività dell’amministrazione degli ultimi due anni? C’è qualcuno da coprire o da difendere? L’atteggiamento è incomprensibile e politicamente scandaloso. Il Sindaco invece di uscire e far uscire la città con coraggio da questa palude tentenna e sceglie di non decidere: no all’azzeramento della Giunta, no all’azzeramento dei consigli di amministrazione, no alla commissione d’inchiesta! In compenso fa una girandola di incontri con le istituzioni e le associazioni cittadine, il Prefetto, il Questore, il Vescovo ecc. ma senza nessun concreto seguito. Insomma fumo negli occhi: nessuna azione politica concreta di rottura con un sistema di potere che si è dimostrato permeabile alle infiltrazioni della ‘ndrangheta (bisogna accertarne il grado come dice il GIP). Il giudizio del Partito Democratico rimane molto severo nei confronti del Sindaco che non riesce a scrollarsi di dosso circostanze e persone che fanno parte di un sistema di potere che probabilmente non gli appartiene completamente ma al quale, ogni giorno che passa, viene sempre più indissolubilmente associato.
All’inerzia politica del Sindaco si aggiunge una colpevole inerzia nell’alzare il livello di guardia dell’amministrazione comunale rispetto a possibili future infiltrazioni.
Il Partito Democratico ha proposto, nel corso di un incontro tenutosi ieri pomeriggio alle 18 con i Capigruppo consiliari ed il Sindaco che si elabori un “Protocollo di legalità in materia di appalti”, sul modello di quelli sottoscritti in altre città capoluogo del meridione a rischio di infiltrazione mafiosa che innalzi il livello di guardia. Un protocollo da concordare e sottoscrivere tra Comune, Prefettura e Camera di Commercio che introduca buone pratiche per contrastare le possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore degli appalti di lavori, servizi e forniture pubbliche e nello stesso tempo assicuri, con il concorso delle stazioni appaltanti, lo svolgimento corretto e regolare delle attività imprenditoriali, mediante l’attivazione di misure di salvaguardia adeguate, finalizzate sia a contrastare l’azione invasiva delle mafie in materia di appalti pubblici, sia a rendere le imprese meno vulnerabili di fronte a varie forme di infiltrazione della criminalità organizzata.
Insomma qualcosa di concreto da contrapporre al rumoroso silenzio del Sindaco, silenzio che non è un buon messaggio alla città e rischia invece di esserlo per il malaffare che è sempre in agguato.
Francesco Brendolise
Capogruppo PD consiglio comunale di Pavia
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