Sono passati ormai quindici giorni dalle prime notizie dell'inchiesta della Direzione Investigativa Antimafia sulle infiltrazioni della 'ndrangheta nel tessuto imprenditoriale e politico della nostra città. Le risposte della politica sono state molto timide, quasi assenti, mentre la situazione emersa dagli stralci delle intercettazioni tra presunti esponenti della 'ndrangheta e alcuni esponenti politici pavesi, tutti appartenenti a forze politiche che sostengono la giunta di centrodestra del Sindaco Cattaneo, avrebbe richiesto azioni ben più importanti.Il gruppo consiliare del Partito Democratico ha chiesto, tra gli altri opportuni gesti di discontinuità, al Sindaco ed alla maggioranza, a norma dell'art. 14 comma 5 dello Statuto del Comune di Pavia ("Il Consiglio, a maggioranza assoluta dei suoi componenti, può istituire al proprio interno commissioni di inchiesta sull'attività dell'amministrazione, definendone i poteri e stabilendo il termine per l'espletamento dell'inchiesta") l'attribuzione alla Commissione Consiliare Antimafia di poteri d'inchiesta amministrativa interna, tesa a verificare puntualmente che nessuno dei progetti della malavita e dei presunti condizionamenti di cui tutti abbiamo appreso dalle sconcertanti intercettazioni pubblicate sulla stampa, sia andato a buon fine. L'attività della commissione consentirebbe di rassicurerebbe tutta la comunità pavese, Sindaco in testa, che l'amministrazione comunale è rimasta indenne dal cancro del malaffare di stampo mafioso.
Il persistente ritardo nel dare una risposta a questa richiesta, come ad altre, non è un segnale positivo che la maggioranza che governa il Comune sta dando alla città; questa indecisione, evidenziata ancora oggi da notizie di stampa che vedono il Sindaco tentennante e bisognoso di consigli del Prefetto e di altre autorità che nulla c'entrano con le legittime ed autonome prerogative di controllo del Consiglio Comunale sull'attività amministrativa, può essere inteso come un segnale di debolezza e di permeabilità delle istituzioni democratiche nei confronti dalla malavita di stampo mafioso, purtroppo sempre in agguato.
Chiediamo con forza al Sindaco ed alla sua maggioranza di dare urgentemente almeno un piccolo ma significativo segnale alla città evidenziando come le istituzioni non hanno paura di guardare al proprio interno e di fare pulizia, qualora ce ne fosse bisogno.
Oltre a questo minimo segnale continueremo a chiedere al Sindaco di azzerare la Giunta comunale e i consigli di amministrazione di Società ed Enti collegati al Comune e da lui nominati, ed alla luce delle risultanze dell'inchiesta ed alle sue libere e legittime valutazioni, confermare o sostituire i componenti della sua squadra; l'eventuale futuro coinvolgimento in questa o in altre inchieste giudiziarie di esponenti politici della sua Giunta e della sua maggioranza, ai quali il Sindaco ha riconfermato fiducia incondizionata, genererebbero nei cittadini pavesi più di un dubbio.
Francesco Brendolise - Capogruppo PD in Consiglio Comunale a Pavia
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