Grande lavoro in questi ultimi giorni per il Sindaco Cattaneo per tentare di lavare la macchia indelebile delle presunte aderenze con la 'ndrangheta di alcuni esponenti della sua maggioranza di centrodestra, oggetto di indagini ancora in corso da parte della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano. Un sospetto così avrebbe dovuto consigliare il Sindaco, come ha proposto il Partito Democratico, ad azzerare la Giunta comunale e i consigli di amministrazione di Società ed Enti collegati al Comune e da lui nominati, riconfermando o sostituendo in seguito gli uomini di sua fiducia in base ad un quadro più chiaro che sarebbe emerso dall'indagine. Invece, come sempre, Cattaneo fa del teatro, grandi annunci sulla stampa di azioni mirate alla trasparenza, ai quali come al solito non seguono azioni concrete; girandole di incontri sul nulla con i soliti gruppi e associazioni "amiche", ma azioni concrete per ridare dignità all'Istituzione sporcata dall'inchiesta non se ne vedono all'orizzonte. Anche chi, nel mondo politico pavese è implicato nella vicenda, con profili e responsabilità differenti, non sembra fare passi indietro; c'è chi si è dimesso con la promessa di un ritorno trionfale, c'è chi ha fatto un mezzo passo indietro rimanendo però comodamente seduto su poltrone ben più importanti, c'è chi rimane saldamente ancorato alla sua poltrona facendo finta di nulla ed aspettando, forse, che la bufera finisca. Insomma ci vogliono fare credere che questo sia un piccolo incidente di percorso, l'ennesimo, quasi fosse un'inchiesta per un piccolo abuso d'ufficio. La parola d'ordine della maggioranza è minimizzare. Invece l'inchiesta della DDA ha evidenziato come l'amministrazione comunale guidata da Cattaneo è stata pericolosamente permeabile ad un sistema affaristico e di malaffare; dalle intercettazioni e dalle prove pubblicate sulla stampa, appare chiaro che gli interessi della 'ndrangheta si sono concentrati sull'edilizia, sull'accaparramento dei terreni edificabili oggetto del PGT e sul controllo dei voti.
Capiamo che il Sindaco Cattaneo faccia di tutto per allontanare da se stesso l'accusa quanto meno di non avere vigilato sui suoi compagni di strada, sui suoi "angeli custodi", ma il tentativo è maldestro alla luce dell'oggettività dei fatti emersi fino ad ora. Negli ultimi due giorni ha ripetuto centinaia di volte, quasi meccanicamente, che la sua amministrazione è stata del tutto impermeabile sotto l'aspetto amministrativo (excusatio non petita.....). Ed allora perché la DDA ha sequestrato la bozza definitiva del PGT depositata dall'Università di Pavia il 2 luglio u.s.? Perché il Capo Centro della Direzione Investigativa antimafia di Milano dott. Stefano Polo, in una intervista sul quotidiano Il Sole 24 Ore – Lombardia del 21 luglio u.s. dice testualmente, parlando della città di Pavia "la gente pensa che non ci siano pericoli, almeno per le loro tasche ... e invece è un errore, perché qui si parla di finanziamenti che arrivano direttamente dalle casse comunali, cioè dalle casse dei cittadini" Quali finanziamenti dalle casse comunali???
Il sospetto è pesante e il Sindaco deve fare chiarezza, quella chiarezza che non ha fatto nel corso del consiglio comunale di venerdì scorso, dove, al di là di generiche affermazioni contro la criminalità (condivisibili), non ha posto in essere alcun provvedimento concreto. Il Sindaco del fare sta facendo un po' poco!!! Deve fare chiarezza all'interno della sua maggioranza, anzi deve fare un po' di pulizia e deve inaugurare un periodo di grande trasparenza soprattutto nei confronti dell'opposizione che istituzionalmente ha anche il compito di controllare la sua attività e quella della Giunta. Trasparenza che fino ad ora non c'è stata, per esempio impedendoci in tutti i modi di discutere le linee guida del PGT in consiglio comunale ed approvarle invece, con una procedura eccepibile dal punto di vista amministrativo, nel chiuso della Giunta (alla luce dei fatti emersi in questi giorni la vicenda assume contorni inquietanti, anche alla luce della rilettura dei verbali di quella seduta!)
Accetti senza indugio l'istituzione di una commissione consiliare d'inchiesta sui fatti connessi con le indagini in corso, la faccia presiedere da un consigliere indicato dall'opposizione e collabori, insieme al Direttore Generale, all'accertamento della verità. Solo allora potrà affermare che l'amministrazione è stata impermeabile al malaffare.
Fino a quel momento il tentativo di minimizzare la bufera politica più devastante degli ultimi 20 anni a Pavia, pari probabilmente a tangentopoli, avrà invece per lui l'effetto contrario, alimentando nei cittadini sospetti e illazioni.
Intanto la città non è governata come dimostra l'indecorosa situazione delle periferie, con poca manutenzione e scarsa pulizia.
Ora il Sindaco e la Giunta del fare hanno altro a cui pensare. Prego non disturbare!
comunicato stampa - Francesco Brendolise Capogruppo PD comune di Pavia





