Criticità individuate nel Sistema Santario Lombardo (SSL)
La LR 31/97 ha introdotto il concetto di “competizione” anziché di “integrazione” tra strutture sanitarie pubbliche e private. Ciò è stato causa di irrazionale distribuzione dell’offerta prestazionale territoriale e, talora, di non appropriatezza delle cure (caso Santa Rita), quindi di incremento della spesa.
L’istituzione delle AO ha aumentato i costi gestionali senza un tangibile vantaggio organizzativo. Non sembrerebbe errato proporre una riduzione/abolizione delle AO, restituendo alle ASL le competenze gestionali dei presidi ospedalieri territoriali.
Il SSL, fino ad oggi, ha retto grazie alla professionalità ed al senso di responsabilità degli operatori sanitari, alla disponibilità di tecnologia nelle strutture sanitarie ed al reddito della popolazione che, in un significativo numero di casi , richiede prestazioni di tipo privatistico, soprattutto per la diagnostica ambulatoriale, non tanto per un rapporto di fiducia in un Medico di riferimento, quanto per l’abbattimento delle liste di attesa.
Caratteristica costante è la mancata valorizzazione e riconoscimento, soprattutto nelle strutture pubbliche, delle professionalità sanitarie presenti. Ciò è causa, non solo di mortificazione, ma anche di aumento dei costi, come dimostrano gli innumerevoli incarichi professionali conferiti in ragione dell’ex art 15 septies del D.Lgs 502/92.
Il pareggio di bilancio è ottenuto a discapito dei costi direttamente a carico dei cittadini in termini di compartecipazione alla spesa sanitaria, estremamente più elevata rispetto alle altre Regioni.
La crisi sta incidendo ed inciderà sul reddito anche dei cittadini lombardi che potranno, in misura sempre minore, sopportare i costi delle polize assicurative sanitarie. A fronte di una incrementata richiesta di erogazione di servizi sanitari in regime pubblico, le ASL lombarde stanno negoziando, con le strutture sanitarie accreditate, volumi prestazionali rimborsabili diminuiti in media del 15%.
Le strutture private, già da anni, interrompono l’erogazione dei servizi sanitari una volta raggiunto il volume prestazionale rimborsabile. Le strutture pubbliche dovranno sempre più gravare sui propri bilanci per garantire la continuità assistenziale.
La capacità di attrazione di pazienti da altre regioni sta diminuendo. Inoltre, le prestazioni vengono oggi rimborsate dalle regioni di provenienza in base al loro punto DRG, minore rispetto a quello della Lombardia (1.5 medio vs 2.5).
Grandi difficoltà sono prevedibili per i bilanci degli IRCCS come conseguenza del taglio del 30% delle risorse trasferite dal fondo della ricerca. Una compensazione non può essere realizzabile con la sola rivalutazione di DRG aumentati fino al 19% per gli IRCCS e fino al 25% per i Poli Universitari.
L’assenza di protocolli terapeutici standardizzati, ha fatto si che, molto spesso, l’innovazione tecnologica ed il progresso farmaceutico, invece di fornire opportunità di cura all’avanguardia, siano stati utilizzati in modo improprio, costituendo solo fonte di maggior spesa e non di reale vantaggio per i pazienti.
Ricadute delle criticità del SSL sul territorio provinciale di Pavia
Tutte le criticità regionali sono presenti sul nostro territorio provinciale.
La ASL è mancata nella funzione di coordinamento della programmazione dell’erogazione dei servizi sanitari e socio assistenziali territoriali, in ragione di una attenta analisi del fabbisogno.
Si sottolinea per esempio l’inadeguatezza del Dipartimento Oncologico Provinciale e del Centro di Assistenza Domiciliare (CEAD).
L’organizzazione gestionale di IRCCS e della AO è costosissima e non funzionale. Il ricorso a forme contrattuali libero professionali per il reclutamento del personale Medico, già da anni in atto presso le strutture private accreditate, sta diventando una realtà anche nelle strutture pubbliche. Non si potrebbe poi concordare se l’intenzione dei DG fosse quella di “risparmiare” esternalizzando la gestione di letti di degenza situati in ospedali pubblici.
Il conferimento di incarichi professionali spesso non tiene conto delle professionalità presenti da valorizzare, creando frustrazione e disagio.
Il dialogo e la cooperazione tra gli IRCCS presenti nella città di Pavia è limitato. Il rapporto non costruttivo tra Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo e Università di Pavia condiziona il rinnovo della convenzione, scaduta da decenni, la qualità della ricerca, della formazione e della assistenza (come dimostra il caso emblematico della Pediatria).
La costruzione, all’interno del Policlinico San Matteo, del nuovo DEA sta manifestando aspetti imbarazzanti in relazione ai tempi di realizzazione ed alla lievitazione dei costi. Un contenzioso con la ditta costruttrice ha causato un ulteriore rallentamento e solo in questi giorni è stato risolto con oneri totalmente a carico della Fondazione.
Nulla è stato programmato riguardo il nuovo assetto organizzativo, condizione essenziale per il calcolo del fabbisogno gestionale in termini di risorse umane ed economiche.
Nessun tavolo è stato istituito con Provincia e Comune di Pavia per calare nel contesto urbano questa opera di edilizia sanitaria.
Le ricadute di una gestione sanitaria provinciale non funzionale interessano direttamente tutti i cittadini in almeno 5 aspetti assistenziali:
1)la lunghezza delle liste di attesa per i letti di riabilitazione, nonostante i dati disponibili dei tassi di occupazione, è causa della congestione dei letti per acuti e delle difficoltà per le famiglie costrette, spesso, al ricovero di pazienti bisognosi di cure in strutture residenziali;
2)L’utilizzo delle RSA, strutture residenziali nelle quali è prevista una compartecipazione di spesa (retta) da parte degli ospiti, come lungodegenze, costringe i pazienti al pagamento delle cure di cui necessitano;
3)La mancanza, su tutto il territorio provinciale, di un servizio di endoscopia digestiva attivo con reperibilità nelle ore notturne, espone a gravi rischi pazienti che hanno ingerito corpi estranei o affetti da emorragie digestive, eventi patologici non certamente rari;
4)La mancanza, su tutto il territorio provinciale, di letti accreditati di terapia intensiva post operatoria costringe, spesso pazienti, affetti da gravi patologie, che necessitano di intervento chirurgico, a lunghe attese in regime di ricovero ordinario prima di essere operati, fino a che non viene data la disponibilità di un posto letto nelle rianimazioni;
5)La mancanza, su tutto il territorio provinciale, di una struttura deputata al ricovero, in urgenza, di adolescenti con crisi psicotiche acute costringe ad inviare questi giovani pazienti in centri extraprovinciali, con grave disagio per le famiglie che già soffrono.
Obiettivi del gruppo sanità
Creare una rete territoriale in grado di fornire una ampia analisi di criticità ed esigenze, con la quale iniziare un percorso di confronto, al fine di creare una proposta gestionale sanitaria provinciale alternativa a quella attuale, basata sulla programmazione e non sulla estemporaneità.
Interessare i nostri rappresentanti istituzionali in Parlamento ed in Consiglio Regionale per rappresentare le problematiche territoriali e per esprimere un giudizio sulle nomine future (entro fine anno), da parte del Presidente della Regione Lombardia, dei vertici delle Aziende Sanitarie della nostra provincia, sollecitando che le persone indicate possiedano una idea progettuale coerente con la volontà di risolvere le criticità sopra citate.
Resoconto della riunione del 7/06/2010
Il responsabile dell'Area Tematica
Paolo Gramigna




