Partito Democratico Federazione di Pavia

 

Villani: piccoli comuni, le due manovre rischiano di rompere le unioni già attive

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Se la Lombardia è la Regione che ha il maggior numero di piccoli comuni, la Provincia di Pavia brilla per le sue 167 municipalità con meno di 5000 abitanti sul totale di 190. Molti di questi si sono nel tempo associati nelle funzioni, e infatti sono venti le unioni dei comuni oggi attive che riuniscono 63 centri. Ma molte di queste, 18 su 20, non sono in regola delle norme introdotte nelle due manovre finanziarie varate dal Governo il 31 maggio e il 13 agosto, che prevedono che tutti i comuni sotto i mille abitanti debbano associare le funzioni con altri centri per una popolazione non inferiore a 5mila residenti. Non solo, per come è scritta, la normativa scoraggia l'unione tra i comuni sotto i mille abitanti e quelli che superano quella soglia: l'unione, come concepita dalle norme citate e a differenza di quanto previsto finora, prevede la decadenza di tutte le giunte comunali dei centri che si associano e la riduzione delle prerogative dei consigli comunali. È un meccanismo che scatta quando nelle unioni ci sono comuni con meno di mille abitanti, ragione che sta mettendo in crisi la maggioranza delle unioni di questo tipo già operanti (in provincia di Pavia 15 su 20).
Questo meccanismo ha anche un secondo effetto negativo: i comuni sotto i mille si vedono costretti a cercare partner lontano dai propri confini per raggiungere la soglia tassativa di 5mila abitanti, 3mila se in montagna, con le conseguenze che si possono immaginare: servizi gestiti in modo associato da comuni distanti tra loro. Di quali servizi si tratta è presto detto: funzioni generali di amministrazione, funzioni di polizia locale, funzioni di istruzione pubblica, funzioni nel campo della viabilità e dei trasporti, funzioni riguardanti la gestione del territorio e dell'ambiente e funzioni del settore sociale. La normativa assegna alla Regione il compito d'individuare con propria legge la dimensione territoriale ottimale e omogenea.
Non va meglio ai comuni tra i mille e i cinquemila abitanti, che devono associarsi fino a raggiungere una popolazione di 10mila almeno per due funzioni entro il 31 dicembre 2011 e sei entro la fine del 2012.
Dulcis in fundo, tutti i piccoli comuni nei prossimi tre anni dovranno assoggettarsi al patto di stabilità, finora riservato ai comuni sopra i 5mila. Il che significa che si troveranno a fare i conti con maggiori ristrettezze di bilancio.
Il Partito Democratico è molto critico e prepara un'iniziativa istituzionale in Regione.
"In questo quadro già confuso e contradditorio - spiega il consigliere regionale Giuseppe Villani - consideriamo veramente irresponsabile l'atteggiamento della Regione che finora si è rifiutata di assumersi la responsabilità di predisporre una legge in base alle competenze che le vengono assegnate dalla legge nazionale. Abbiamo scritto una mozione che sarà discussa martedì in Aula in cui invitiamo la Regione a chiarire alcuni punti fondamentali su cui si deve pronunciare: compiere una scelta rispetto alle unioni già esistenti e funzionanti, che non ha senso smantellare; esprimersi rispetto alle funzioni delle comunità montane e definire gli ambiti territoriali entro cui hanno senso le aggregazioni di comuni con la piena condivisione delle amministrazioni locali e della Provincia".
E il documento del PD arriva a ipotizzare anche il ricorso alla Corte Costituzionale da parte della Regione perché ne vengano tutelate le prerogative istituzionali in materia di disciplina delle forme associative.

Milano, 15 Ottobre 2011

I numeri:

In provincia di Pavia ci sono 190 comuni di cui 84 sotto i mille abitanti, 83 tra i mille e i cinquemila, 19 da cinque a quindicimila, 4 di dimensione maggiore. I piccoli comuni, quelli sotto i cinquemila, sono dunque 167, l'88%.
La comunità montana dell'Oltrepò Pavese è composta da 19 comuni per una popolazione di 17.341 abitanti. Il più piccolo è Rocca Susella, con 237 cittadini e il più grande Varzi, che raggiunge quota 3.420.
Le comunità montane sono 20 e coinvolgono 63 comuni. La più piccola è Colline d'Oltrepò, tra Calvignano (127) e Rocca de' Giorgi (74). La Più grande è quella del Basso Pavese, con i 14.254 abitanti Albuzzano, Copiano, Genzone, Inverno e Monteleone, Magherno, Torre D'Arese, Villanterio e Vistarino.