QUALE FUTURO PER LE POLITICHE DI SVILUPPO RURALE
Negli ultimi mesi si è parlato molto di riforma del bilancio comunitario e di riforma della Pac.
Indipendentemente dalla futura architettura della Pac, lo sviluppo rurale continuerà a svolgere un ruolo fondamentale a sostegno dell’agricoltura e delle aree rurali.
Il rafforzamento del secondo pilastro: negli ultimi anni si sono aggiunte maggiori risorse finanziarie e nuove funzioni, non sempre coerenti con l’impostazione originaria. Il rafforzamento del secondo pilastro non può essere effettuato considerando lo sviluppo rurale un semplice contenitore; serve un quadro organico di obiettivi e regole condivise.ne può avvenire prescindendo dalla considerazione dei livelli produttivi.
Obiettivi più chiari e centrati sulle grandi sfide: l’Health Check ci ha fatto capire quanto lo sviluppo rurale possa contribuire al raggiungimento di una serie di obiettivi comuni a tutte le politiche dell’Unione.
Tra questi, la competitività e l’occupazione rimangono sfide cruciali, a cui l’agricoltura può concorrere in modo determinante.
L’agricoltura, per la sua capacità di produrre beni e servizi pubblici, anche a carattere sociale, non può essere considerata un mondo isolato dal resto dell’economia; anzi, i legami sempre più forti tra aree rurali e aree urbane devono essere adeguatamente valorizzati
Così come devono essere meglio definiti i parametri afferenti la condizionalità
Una concentrazione tematica e territoriale: la dispersione degli interventi sul territorio ha sempre rappresentato un limite dello sviluppo rurale. Lo scarso coordinamento con le altre politiche ha di fatto aggravato la situazione. Un quadro giuridico comune tra tutte le politiche e degli strumenti più efficaci potrebbero risultare di notevole aiuto.
Una accentuata semplificazione: il tema della semplificazione rimane molto sentito, sia dalle amministrazioni, sia dagli operatori.
Il sistema deve essere più flessibile, soprattutto nei Paesi a programmazione regionalizzata, anche per eliminare ingiustificate differenze di funzionamento tra fondi.
Un rapporto più coordinato con le altre politiche: più che le sinergie tra fondi, in questi anni sono proliferati i criteri di demarcazione, con conseguente incremento della complessità e dei costi di gestione dei programmi.
Serve invece una maggiore integrazione tra le programmazioni strategiche e maggiore chiarezza nell’assetto delle competenze tra fondi.
Proprio nelle aree rurali più deboli, è infatti necessario riaffermare la centralità del settore agricolo come motore dello sviluppo, anche perché le esigenze di intervento di queste aree, prescindono dal livello di ricchezza della Regione.
Negli ultimi anni si è assistito ad un consistente trasferimento di risorse dal primo al secondo pilastro della Pac; il processo è stato ulteriormente rafforzato con l’Health check.
Prima di procedere ad ulteriori trasferimenti, è importante valutare gli obiettivi da assegnare allo sviluppo rurale e i livelli di valutazione della condizionalità.
L’attuale politica di sviluppo rurale persegue due obiettivi fondamentali:
1. Accompagna ed integra le politiche di sostegno al reddito degli agricoltori
2. Contribuisce al raggiungimento degli obiettivi di competitività e sviluppo sostenibile previste dall’agenda di Lisbona
L’obiettivo della competitività: il concetto di competitività dovrà essere visto in una logica territoriale e non solo aziendale: è dall’insieme delle tecniche produttive, delle relazioni tra soggetti, dal paesaggio, dalla cultura, che la qualità agroalimentare si afferma sui mercati. Di tutto questo, la nuova strategia sullo sviluppo rurale dovrà tener conto
La diversificazione delle economie rurali, la qualità della vita e l’inclusione sociale nelle aree rurali: serve una visione del rurale certamente più integrata nelle sue diverse dimensioni: economica,ambientale e sociale. Questo discorso vale sia nelle aree rurali più remote,sia in quelle peri-urbane, dove maggiori sono i richiami e la competizione esercitata dai settori non agricoli
La concentrazione territoriale: le esigenze di intervento delle varie aree rurali, estremamente diversificate, mal si adattano ad un approccio omogeneo come è quello previsto dall’attuale politica di sviluppo rurale. Nella futura programmazione, le diverse priorità tematiche dovranno essere meglio ancorate ai fabbisogni di ciascun territorio.
Una grande compagna di ascolto: Solo una profonda campagna di ascolto nei nostri territori e nel mondo agricolo ci consentiranno di capirne le necessità e accompagnarne le proposte politiche, un mondo agricolo che vuole essere protagonista dello sviluppo culturale economico e sociale della nostra provincia. Per questo motivo il vostro aiuto è indispensabile , per ritornare ad occuparci seriamente del tema e proporre o accompagnare politiche innovative anche in questo campo.






