Partito Democratico Federazione di Pavia

 

Dall'unità all'apertura

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Un PD unito.
L'assemblea nazionale conclusasi pochi giorni fa ha emesso una sentenza importante: il Partito Democratico è unito e procede compatto. Una sentenza per alcuni sperata, per altri scontata, per altri ancora, destinata a non durare. Sono molte le persone che si stanno esprimendo in un senso o nell'altro, forse perché in fondo l'interesse tra i cittadini per questo progetto politico c'è. C'era di certo alla sua nascita; si è perso via via perché il PD non è riuscito a trascinare il paese, in ogni suo angolo, verso quel cambiamento possibile che tanti avevano sperato. È come se quel sussulto democratico abbia fallito il suo primo tentativo.
La democrazia ci insegna però –e gli Stati Uniti di Obama sono una importante testimonianza- che le battaglie giuste richiedono tempo. Allora partiamo da qui: a noi non interessa che il PD venga riconosciuto come il "primo della classe", come l'unico soggetto politico in grado di risollevare un Paese stanco, ma interessa essere protagonisti di un cambiamento necessario e possibile.
D'altra parte il PD non è un'entità astratta guidata da regole che nulla hanno a che fare con i problemi concreti della gente, ma è prima di tutto un insieme vasto di persone, giovani e meno giovani, donne e uomini. Un grande patrimonio di vite reali da cui ognuno prende spunto per la propria attività politica. In provincia di Pavia i dirigenti del PD sono più di 1000. Mille facce, mille storie, mille competenze. Qui, come nei massimi vertici del Partito nazionale, si è uniti molto più di quanto si pensi, perché ad unirci sono valori come l'uguaglianza, la libertà, la giustizia sociale. Perché ad unirci sono progetti concreti su cui lavorare.
Un progetto per il Paese e per Pavia.
A Roma si è lavorato su temi importanti: lavoro, università e ricerca, giustizia e sostenibilità. Un intenso programma di lavoro, che vuole chiamare al contributo tutto il Paese.
Allo stesso modo a Pavia il Partito Democratico sta offrendo 6 luoghi in cui discutere e costruire veri progetti di sviluppo per la nostra Provincia. Nelle scorse settimane abbiamo denunciato un'assenza importante delle istituzioni pavesi, per primo della Provincia, che non ha saputo accompagnarci fuori dalla crisi e verso il futuro.
Ma non ci siamo fermati lì: abbiamo indicato alcune priorità su cui lavorare tutti assieme, come la riconversione del distretto di Vigevano, il distretto rurale dell'Oltrepò, il distretto tecnologico di Pavia. Tre grandi temi che potrebbero portarci sviluppo e occupazione. Fare in modo che la politica se ne occupi è semplicemente fare il nostro dovere. Esercitare quell'etica della responsabilità che muove ogni giorno il mio impegno e quello del mio Partito. Allora, basta illudere i cittadini con slogan elettorali. O Pavia affronta coesa queste sfide o le perde ancora una volta.
E' venuto il momento di ritrovarci, di ritrovare motivazioni, coraggio e responsabilità.
Pavia ne ha un grande bisogno. Negli ultimi decenni Pavia ha fallito la missione principale: quella di essere una comunità, viva e responsabile. La sua classe dirigente non ha avuto una visione comune, non ha avuto una vera tensione al cambiamento..
Ripartiamo da qui. Serve una nuova cultura di appartenenza al nostro territorio e di responsabilità verso di esso.
I giovani che oggi guidano i diversi Partiti hanno l'obbligo di provarci.
I giovani e la loro occasione di cambiare.
Nei giorni scorsi si è molto parlato dei giovani "al comando". È un dato vero, è normale ma non basta. Servono idee chiare. Ogni generazione ha l'obbligo morale e storico di generare cambiamenti e questa è l'occasione della generazione di chi oggi ha trenta e quarant'anni. È il dovere della mia generazione. È il dovere di "guidare", di condurre, di dettare i tempi e i modi, di dare una nuova e originale spinta ideale.
Anche per questo il ruolo delle donne è fondamentale. Alla guida del Partito Democratico non ci sono solo uomini giovani, ma ci sono donne giovani e capaci, che quotidianamente ci insegnano ad essere più coerenti, più concreti. Invito gli altri Partiti a fare lo stesso, a non rinunciare a quel grande patrimonio che risiede nel genere femminile, in cui giace buona parte della speranza di cambiare ciò che oggi non va nella politica e nella società. Serve una politica più libera da masochistiche forme di maschilismo. Serve che tutte le forze politiche agiscano davvero in questa direzione. Io, di certo, impegno su questa strada il PD. È l'unica strada per costruire un'epoca democratica nuova, più giusta e meno compromessa, nei fatti e nei comportamenti.
Un PD aperto.
A Milano sta avvenendo qualcosa di importante. Si sta aggregando un ampio movimento di opinione sulla spinta di rilevanti personalità della società civile che con il manifesto "Allarme Milano, speranza Milano" tenta di spronare cittadini e politica a combattere il degrado morale e culturale della città e del Paese. Questo movimento va guardato con attenzione e rispetto. Il PD di Pavia lo farà con l'obiettivo di rilanciarne il significato. Un significato che fonda le sue radici sui valori della cultura democratica che risiedono nell'impegno dei tanti che hanno fatto l'Italia, come Don Sturzo e Giuseppe Di Vittorio, per citare due storie molto diverse. Persone che hanno portato il Paese "dalla sottomissione al diritto, dalla miseria alla partecipazione ai consumi di massa, dall'ignoranza all'istruzione".
È a partire da questi valori che il Partito Democratico vuole aprirsi. Insieme a tutti i pavesi vogliamo disegnare quell'idea di società che i cittadini possano volere. Partiamo dalla consapevolezza che la democrazia vince quando più persone si impegnano a migliorare le condizioni di vita di tutti e agiamo tutti nella stessa direzione.
Questa è la strada del Partito Democratico. Mi aspetto che Pavia reagisca. Faremo di tutto perché Pavia reagisca. La sua reazione troverà le persone del PD pronte a darle tutto il grande valore che ha.
Alan Ferrari
Segretario Provinciale PD

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