«L'occasione, pur partendo da una situazione critica, potrebbe invece rivelarsi molto positiva nel futuro, se sapremo lavorare insieme e con intelligenza». Con queste parole l'on. Angelo Zucchi, vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera, insieme con Martina Draghi e Ivan Chiodini riassume la proposta che intende lanciare il Partito Democratico.
Il tema: il dissesto idrogeologico che da anni ormai colpisce l'Oltrepò e che è stato messo sul tavolo in un recente incontro, alla Certosa di Cantù, del Rotary Club Oltrepò. Quella sera è intervenuto anche il Prefetto di Pavia, indicando nella «scarsa o assente regimazione delle acque da parte delle aziende agricole il principale motivo per i dissesti».
«È una questione vera» sottolineano i tre promotori «che avrebbe dovuto vedere la Provincia spendersi come protagonista ed esercitare un ruolo di coordinamento dei Comuni, in modo da costruire un vero sistema, un gioco di squadra più efficace». Molti Comuni si adoperano per applicare regole e dettare comportamenti virtuosi che possono almeno ridurre i rischi e mitigare i danni, è il caso dei diversi regolamenti di polizia rurale, e tuttavia se questi sforzi fossero coordinati e indirizzati anche verso il coinvolgimento dei diversi enti territoriali – primo fra tutti la polizia forestale – i risultati sarebbero più positivi, ma per far questo certo l’Amministrazione Provinciale dovrebbe essere più attiva.
«La soluzione non è dunque quella di colpevolizzare» proseguono gli esponenti del Pd «bensì quella di responsabilizzare gli agricoltori nella tutela e nel presidio ambientale». Ma come? L’idea del Pd prevede tre punti essenziali: anzitutto cominciare con il riconoscere agli agricoltori questo ruolo, che si chiama “multifunzionalità” in agricoltura. Riconoscerlo ufficialmente e non solo sulla carta, riconoscerlo culturalmente, e insieme con ciò fornire gli strumenti necessari per svolgerlo. E, in prospettiva più lunga, occorre ragionare sul ruolo dell'agricoltore come presidio del territorio, come migliore risposta al problema del dissesto idrogeologico. Un vero ribaltamento del paradigma.
Secondo: occorrono al più presto interventi infrastrutturali organici (e non dispendi inutili di risorse) per la tutela dei corsi d'acqua, per le strutture di drenaggio e così via.
Terzo: «Crediamo che si possa e si debba fare un passo in avanti, partendo da questa situazione critica, trasformando il problema in un'occasione per un'azione unita territoriale (enti associazioni, imprese, istituzioni) e pensare ad un progetto di avanguardia nell'agricoltura multifunzionale, da presentare per Expo 2015. Qualcosa che ci ponga avanti» concludono Zucchi, Draghi e Chiodini «come progettualità e innovazione, qualcosa che possa trovare ascolto e di conseguenza possa trovare fondi e risorse. Se avessimo la forza di pensare in maniera unitaria, a partire dalla situazione dell'Oltrepò, potremmo realizzare con l'aiuto di esperti un progetto di punta per Expo».
On. Angelo Zucchi – Partito Democratico
Martina Draghi – Partito Democratico
Ivan Chiodini – Partito Democratico
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